I tempi cambiano, anche per i reali d’Inghilterra. Edoardo VIII nel ’36 rinunciò al trono per amore di una pluridivorziata, mentre William è libero di sposare la nipote di un playboy cocainomane

I tempi cambiano, anche per i reali d’Inghilterra. Edoardo VIII nel ’36 rinunciò al trono per amore di una pluridivorziata, mentre William è libero di sposare la nipote di un playboy cocainomane

I tempi cambiano, anche per i reali d’Inghilterra. Il tanto atteso annuncio del matrimonio fra il principe William e Kate Middleton segna uno spartiacque nell’atteggiamento della casa reale nei confronti delle unioni dei propri rampolli.

Nessuno, infatti, ha battuto ciglio alla notizia che il primogenito di Carlo d’Inghilterra e della compianta Lady D si sia andato a scegliere come futura moglie la nipote di un attempato playboy cocainomane.

Eh sì, perché lo zio della bellissima ed elegante Kate è Gary Goldsmith, già “incastrato” da due reporter del giornale scandalistico News of the world di Rupert Murdoch che un anno fa lo avevano ripreso mentre preparava strisce di cocaina.

Ai due giornalisti Goldsmith aveva offerto più volte della cannabis e aveva anche raccontato di cene con prostitute organizzate sistematicamente in Inghilterra e Spagna, invitandoli ad utilizzarlo sia come pusher che come “pappone” per eventuali incontri bollenti.

L’imbarazzante parentela di Kate non è stata d’ostacolo, però, al loro matrimonio. Segno che, col terzo millennio, anche la rigida etichetta di Buckingham Palace si è ammorbidita.

Basti pensare che nel 1936 Edoardo VIII, il fratello maggiore di Giorgio VI (e zio dell’attuale regina Elisabetta) aveva abdicato per amore di Wallis Simpson, una pluridivorziata americana.

E solo 50 anni fa la sorella minore della regina Elisabetta II, Margaret (che non era nemmeno candidata al trono) non aveva potuto coronare il suo sogno d’amore con Peter Townsend, eroe di guerra e scudiero del padre, solo perché l’uomo aveva un divorzio alle spalle.

A nulla servì la mediazione della madre, favorevole all’unione: Elisabetta II non acconsentì alle nozze. O meglio, mise Margaret di fronte a una scelta: sposare il “suo” colonnello e rinunciare al titolo e alle prerogative regali o dimenticarlo. Una scelta che costò all’irrequieta Margaret l’appellativo di “principessa triste” e che, si spera, in futuro, nessuno debba più compiere.

Potrebbero interessarti anche...