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Francesco Facchinetti spiazza tutti: “Presto avrò un bambino”

«Presto avrò un bambino». Francesco Facchinetti, rispondendo alle domande dei lettori in un’intervista pubblicata su Vanity Fair, sgancia una bomba destinata a mettere in subbuglio tutto il mondo del gossip. Senza però chiarire se il suo sia solo un desiderio o se sia invece già una realtà.

Alessia Marcuzzi, per ora ha smentito i rumors su una sua presunta gravidanza, ironizzando sul fidanzato: «Quello incinto se mai è lui, perché mangia in continuazione spaghetti all’amatriciana!».

In attesa di capire quale sia la verità non resta che leggere il resto dell’intervista, in cui Facchinetti parla soprattutto del suo X-Factor. La quinta edizione ad oggi risulta ancora in forse: «È un programma grande ed è dispendioso, quindi passa sotto il vaglio di molte persone: sarà il direttore a decidere – spiega il conduttore – Se dovesse chiudere, sarebbe un peccato vero: la metà dei ragazzi dai 16 ai 28 anni che iniziano a cantare, oggi, passano da Amici o da X-Factor. Tra Marco Mengoni, Noemi, Giusy Ferreri, le prime tre edizioni del talent-show sono valse più di un milione di copie vendute e primi posti in classifica come se piovesse. Se X-Factor finisse, farebbe male alla televisione. E io, da amante della musica, me la prenderei molto: non dico che m’incatenerei al cavallo di viale Mazzini, ma non escludo qualche atto di protesta».

L’ex dj Francesco non si sottrae nemmeno alla domanda su Mara Maionchi, che pare andrà a fare il giudice ad “Amici” di Maria De Filippi. «Sono come San Tommaso, voglio toccare con mano o comunque verificare: prima di tirare le somme, voglio accendere la Tv e vederla seduta al banchetto di Maria De Filippi. Sarebbe come se il mio capitano, Javier Zanetti, dall’Inter andasse a giocare al Milan: ci rimarrei malissimo – continua Facchinetti – Detto questo, è una donna che sa quello che fa e può decidere quello che vuole. A un’azione corrisponde una reazione e la mia sarebbe di dispiacere vero».

Ripensando alle passate edizioni, il conduttore di X-Factor ricorda, in particolare un vincitore mancato: «Una persona che non ha vinto né avuto successo, ma aveva tutte le carte in regola per averlo, era Yuri, della seconda edizione: polistrumentista, molto simpatico. Da tenere d’occhio» dichiara Facchinetti, che nella vita ascolta di tutto.

«Ho sempre ascoltato musica a 360 gradi – spiega – È un’arte. Mica puoi dire: mi piace solo Andy Warhol e non Tintoretto. Questo è il momento della musica elettronica: Bloody Beetroots e Crookers in testa. Sono una scarica di adrenalina tutta italiana».

La musica, del resto, per lui è questione di dna. Ma è possibile che non abbia mai desiderato diventare uno dei Pooh? «Quando ero piccolo, volevo fare o il contadino (avevo già capito che è dalla terra che viene tutto), o il papa, perché c’era Giovanni Paolo II, che si affacciava dalla sua finestra e regalava felicità e sorrisi al mondo intero. O, sì, uno dei Pooh: ho seguito più di duemila concerti sotto il palco – racconta Francesco – Mio padre mi faceva sedere sulle sue ginocchia, e mi raccontava le storie. Quando voleva mettermi in punizione, mi chiudeva in una stanza, costringendomi ad ascoltare Piccola Katy… Ma io e lui siamo due cose diverse, fortunatamente per lui».

Facchinetti ammette anche di non avere troppo talento come cantante: «Di mio padre ho preso gli occhi, non la voce». Ma si mostra meno ironico sul giudizio che di lui ha Fabri Fibra, che con disprezzo lo chiama Fuckinetti. «Non posso dirvi come chiamo io lui. Fuckinetti, e lui lo sapeva, è il mio soprannome. Ce l’ho tatuato nelle labbra. Con lui poi ci siamo sentiti: condividiamo la passione per la musica e per il suo fratello, Nesly Rice: fantastico. Ascoltatevi “La fine”, uno dei pezzi più belli degli ultimi cinque anni».
Tra vendere milioni di copie del suo ultimo disco e continuare la love story con Alessa Marcuzzi, Francesco sceglie, senza dubbio, la seconda opzione: «Per poter vendere milioni di dischi, bisogna avere qualcosa da raccontare: si è artisti di tristezza o felicità. Io appartengo alla seconda categoria. Preferisco stare con la mia donna: ora ho tante cose da potere scrivere. Senza lei, non avrei nulla».

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