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Il padre di Ruby confessa a Vanity Fair: “Mi vergogno per mia figlia”

MILANO – Mohammed El Mahroug, padre di Karima alias Ruby Rubacuori, si sfoga con Vanity Fair raccontando di provare una profonda «vergogna» per la figlia.

Mentre il Rubygate e il relativo processo muovono la stampa di tutto il mondo e la ragazza continua a far parlare di sé («Mi hanno cacciato dalla discoteca Hollywood. Mi minacciano») con successive dichiarazioni di Lele Mora («È incinta»), a Letojanni, in Sicilia, la famiglia d’origine cerca di dimenticare la vicenda.

Appena è scoppiato il caso, Zahara detta Naima, la madre di Ruby, è sparita dal paese con i tre figli più piccoli, una femmina di sei anni e due maschi di cinque e tre anni. Da poche settimane è tornata, ma non l’ha vista quasi nessuno.

A prendere i bambini a scuola ci va sempre e solo il papà, Mohammed, che spiega: «Fatico a lavorare. Tutti mi guardano e dicono: “Vedi, è lui, è quello il padre” e io sento tanta vergogna. E poi ho tanti problemi perché mancano i soldi». Ruby, infatti, non ha mai condiviso i suoi guadagni con la famiglia: «Non ha mai dato soldi a noi. Karima si è dimenticata di noi. Tornare in Marocco non si può perché non c’è lavoro. E poi servirebbero cinquantamila euro per fare viaggio, comprare un camion per lavorare là. Però resta tanta vergogna».

La ragazza, a dire la verità ha completamente troncato i rapporti con i genitori: «Sua madre l’ha chiamata due giorni fa e anche oggi. Ma appena sente arabo (Karima) attacca il telefono». Anche Naima, secondo Mohammed, è sopraffatta dalla vergogna: «Non vuole uscire di casa. Non vuole vedere nessuno» spiega l’uomo.

Ma in paese, dove Ruby ha vissuto subito dopo l’arrivo in Italia, c’è chi la pensa diversamente: «Ruby ha fatto bene a scappare – racconta un vigile del posto – Con il carattere ribelle che aveva, fosse rimasta qui avrebbe fatto la fine di quella pakistana ammazzata dal padre. Lo sappiamo bene noi che, dopo la segnalazione di alcune maestre, per un periodo la abbiamo accompagnata da casa a scuola per essere sicuri che seguisse le lezioni. Voleva farla sposare a un uomo di trent’anni più grande in Marocco, a dodici anni. Ha fatto bene a scappare».

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