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Il conflitto d’interessi amoroso di Barbara Berlusconi

MILANO – Sarà solo una maledizione del caso o, forse, un “vizietto” di famiglia, fatto sta che l’attitudine al conflitto d’interessi pare dura a morire in casa Berlusconi. Se Silvio ha costruito la propria fortuna, nell’ultimo ventennio, sul peculiare intreccio fra potere mediatico e politico, la figlia Barbara, 26 anni, si sta avventurando ora nell’impervio terreno del conflitto d’interessi amoroso.

Proprio quando appare certo il suo ingresso del consiglio d’amministrazione del Milan, che in molti considerano l’anticamera della presidenza per la bionda B.B. (che un giorno, forse, sarà chiamata a sostituire il padre), la sua love-story con l’attaccante rossonero Alexandre Rodrigues da Silva detto Pato diventa impossibile da nascondere.

I due, all’inizio, ci avevano provato, derubricando pubblicamente la presunta passione a semplice amicizia, ma la commedia ha retto solo poche settimane. E così, dopo innumerevoli paparazzate, la coppia ha dovuto arrendersi all’evidenza: tutti ormai sanno del loro legame. Lo stesso Pato, in un’intervista a Vanity Fair, ha ammesso: «È tutto all’inizio, ma è difficile per me parlare di questo adesso».

Lo si è visto in maniera lampante sabato scorso, durante il derby in cui l’attaccante brasiliano ha consegnato la vittoria alla squadra con una strabiliante doppietta. Pato ha subito rivolto lo sguardo verso la tribuna, portandosi una mano sul petto, come ha voler dedicare i gol alla nuova fiamma, che applaudiva composta cercando di non tradire l’emozione, ma ha dovuto trattenersi dal correre in campo con le mani giunte a disegnare un cuore, come faceva poco tempo fa per la prima moglie-lampo, la modella Stephany Brito, durata solo 9 mesi. E anche quando in conferenza stampa i giornalisti gli hanno chiesto se intendesse dedicare le sue reti a qualcuno, lui d’istinto ha risposto: «Avete visto tutti…» salvo poi venire seccamente “censurato” da un portavoce del Milan («Si parla solo della partita») e doversi subito correggere: «I gol sono dedicati a tutti i nostri tifosi, a quelli che sono sempre stati allo stadio anche quando le cose andavano male».

Indicativa, per spiegare la maldestra rettifica di Pato, la reazione che “papà” Silvio Berlusconi ha avuto a una domanda dei cronisti, che al termine del derby Milan-Inter gli hanno chiesto un commento sulla relazione tra la figlia Barbara e l’attaccante rossonero: «Un’altra domanda, per favore» ha tagliato corto il premier, solitamente loquace.

Probabilmente, si potrebbe insinuare, sta ancora valutando se questa storia possa fargli più male che bene. Un nuovo sano amore in famiglia, certo, potrebbe distrarre il pubblico dai suoi guai giudiziari (domani comincerà il processo sul Ruby-gate) e politico-diplomatici. Anche perché la nuova love-story presenta tutti gli ingredienti perfetti per una favola all’italiana: una dirompente passione che ha per protagonista la figlia dell’uomo più ricco e famoso d’Italia, invaghitasi di un calciatore con un passato difficile alle spalle (a soli 11 anni gli fu diagnosticato un tumore al braccio, la famiglia era troppo povera per pagare l’intervento e solo l’aiuto di un medico, che lo operò gratis, lo salvò) fino al punto da mandare all’aria quella che sembrava una famigliola perfetta.

Ma le analogie tra le recenti vicissitudini personali della figlia – che si è separata dallo storico compagno Giorgio Valaguzza, con cui ha fatto due figli, e si è subito gettata in questa relazione con un uomo più giovane di lei di 5 anni (e per giunta dipendente di papà) – e le proprie, potrebbero spiegare la prudenza di Berlusconi nel “benedire” la nuova unione.

Silvio, infatti, ha sempre “usato” l’immagine candida e pulita dei propri figli, a cominciare da quella della studiosa Barbara (laureata con lode in filosofia all’università di don Verzè), votata alla famiglia fin da giovanissima, per controbilanciare la propria e potrebbe ora temere l’effetto del “tale padre, tale figlia”.

Almeno, però, Barbara non era sposata con Valaguzza (come lui con Carla Dall’Oglio), non ha partorito in segreto un figlio con Pato (come fece Veronica Lario nell’84 proprio nel caso Barbara) e sembra aver voltato pagina senza troppi sotterfugi. Ma del resto, in questo momento, anche una sola, piccola, nuova polemica potrebbe incrinare ancor più l’immagine già traballante del premier, travolto dagli scandali e messo seriamente in imbarazzo da una crisi libica che non sa bene come gestire.

E se davvero la figlia, che fra due settimane diventerà consigliere d’amministrazione del Milan, continuasse la relazione con un giocatore rossonero, presto o tardi delle polemiche potrebbero sorgere, sia all’interno della squadra che della tifoseria. Come dovrebbe comportarsi, ad esempio, un allenatore con un calciatore che è anche genero del Presidente? Dubbi da conflitto di interesse.

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