Pasta alla “gricia” secondo il verbo di Fichera

Pasta alla “gricia” secondo il verbo di Fichera

Molti la definiscono come “Amatriciana in bianco”, ma si sbagliano il nome deriva dal nome romanesco e ottocentesco del pizzicagnolo : “er griso”, il quale durante l’ora di chiusura per pausa pranzo , usava cuocersi nel retrobottega due fili di pasta conditi con gli avanzi dei grassetti (da cui anche griso) di scarto del taglio di prosciutti, guanciali, pancette ecc. ecc. con l’aggiunta di pecorino e un pizzico di pepe.

Dosi per 4 persone

Pasta ( bucatini, spaghetti o rigatoni) g. 400/500 costo € 0.70

Guanciale g. 350 “ € 2,00

Pecorino grattugiato g. 100 “ € 1,00

Mezzo bicchiere di vino bianco secco o aceto bianco,

olio E.V.O. uno spicchio d’aglio, pepe nero qb. “ € 0,30

Calorie pro capite 600 ; Cottura 8 minuti ; Costo totale € 4,00

Preparazione:

Mettete a bollire la pasta in abbondante acqua salata ( il sale va aggiunto quando l’acqua bolle altrimenti ne allunga i tempi di bollitura, innalzandone la temperatura ebullioscopica). Nel contempo tagliate due belle fette di guanciale tagliate a” julienne” e fatelo rosolare in una padella di ferro ( o inaderente ) con olio extra vergine di oliva ed uno spicchio d’aglio incamiciato e schiacciato. Quando il guanciale sarà croccante, togliete l’aglio e versatevi la pasta al dente a mantecare con un paio di cucchiai d’acqua di cottura, meglio la schiuma, (io aggiungo anche un pizzico infinitesimale di zafferano, più per darvi colore che per altro, ma è una mia personale variante alla ricetta classica). Togliete la pasta dal fuoco e grattugiatevi sopra il pecorino e il pepe nero, a vostro piacimento, e servitela calda fumante.

 

 

 

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