Pasta al polpo

Pasta al polpo

Non è una delle mie solite ricette della tradizione meridionale, ma una semplice invenzione di oggi (domenica) che a mercati chiusi (normali e super) ho arrangiato frugando nel frigo. E poi mi sono fatto i complimenti da solo.
Ingredienti per una persona
Un Polpo surgelato costo € 8,00 – ma solo 3 tentacoli costo € 3,00
8 pomodorini pachino, 5 olive bianche in salamoia, un pugno di cucunci (fiori di cappero), due filetti di acciughe sott’olio, un peperoncino, due spicchi d’aglio, ½ bicchiere di vino bianco, olio evo, sale, g.100 di spaghetti, prezzemolo costo € 2,00
Calorie pro capite 450 costo totale € 5,00

Prendete un polpo verace (doppia ventosa) bollitelo al vapore , io ho usato il microonde con la funzione vapore, mettendo nell’acqua un po’ di sale grosso e due cucchiai di aceto bianco.
In 18 minuti era perfettamente cotto e tenerissimo, ma dovete regolarvi col peso, il mio pesava ½ kg. come indicato nella confezione, ma l’ho messo in cottura ancora congelato e non ho potuto pesarlo. Avrei dovuto scongelarlo naturalmente, ovvero mettendolo fuori del frigo la sera prima, perché la regola del surgelato è : “ surgelare velocemente, scongelare lentamente”. Tolto dal forno ne ho tagliato 3 branchie e un pezzo di sacca (col resto, domani ci farò un’insalata con patate lesse, olive nere, sott’aceti, sedano e aceto balsamico).
Quindi ho messo la pasta a bollire e nel frattempo ho preparato il condimento.
In una padella di ceramica ho riscaldato due spicchi d’aglio tagliati a fettine sottili e un peperoncino fresco. Quando l’olio era caldo abbastanza (mai soffriggere!) ho sciolto con una forchetta i due filetti di alici, poi, tagliato il polpo a pezzetti l’ho fatto insaporire un paio di minuti a fuoco vivo sfumandolo col mezzo bicchiere di vino bianco secco. Ho aggiunto i pomodorini spaccati a metà, le olive snocciolate e i cucunci e continuato a cuocere col coperchio finché i pomodorini non appassissero un po’ (se sono freschi, il meno possibile). Quando l’intingolo si rapprendeva troppo, allungavo con la schiuma di cottura della pasta, piena d’amido e un po’ salata ( per cui attenti col sale, assaggiate sempre…perché aggiungere si può, togliere è un vero problema). Scolati gli spaghetti al dente li ho mantecati al salto nella padella col sughetto di polpo, sempre aggiungendo un po’ di brodo di cottura della pasta.
Un ciuffo di prezzemolo tagliato fine, un goccio di olio a crudo dopo impiattati, e non sapete cosa vi siete persi…
La prossima volta voglio provare coi paccheri di Gragnano, non saprei dirvi, ma mi ispirano di più e mi ricordano il golfo di Sorrento…Chissà mai perché ?

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