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Francesca o Lucia? Chiediamolo a Google

Che ormai Google sia utilizzato per la ricerca di qualsiasi cosa è un dato di fatto. Ora però una ricerca americana ha dimostrato che un numero sempre crescente di neo/prossimi genitori si rivolgono al motore di ricerca più utilizzato non solo per cercare il supermercato più vicino o per trovare il significato delle parole più assurde, ma anche per scoprire il nome perfetto per il proprio… figlio.

Fondamentalmente, i motivi di questa scelta sono due e sono agli antipodi:  nel primo caso si cerca di evitare nomi imbarazzanti legati a risultati di ricerca non piacevoli, nel secondo caso si scelgono nomi così unici da spiccare tra i primi risultati di ricerca. L’autrice di “The Baby Name Wizard” Laura Wattenberg ha raccontato al New York Times che il desiderio di unicità nel mondo digitale porta ad una vera e propria “competizione non dichiarata” tra genitori, allo scopo di trovare il nome più originale. “I genitori che prendono in considerazione un nome lo cercano e dicono “oh no, è già stato usato. Ce ne sono altri tre con lo stesso nome” e spesso non lo utilizzano più.

Ancora, il New York Times rivela come una coppia di americani, Lecia e Thor Kaslofsky, abbia cambiato l’ortografia del nome dato alla loro bambina da ‘Kalia’ a ‘Kaleya’, poichè la ricerca su Google restituiva, tra i primi risultati, immagini e link riguardanti una spogliarellista. Un piccolo sondaggio condotto su LilSugar, un sito USA per genitori, rivela che il 64% degli intervistati ha cercato il nome pensato per il figlio su Google, prima di ritenerlo definitivo. I nuovi genitori sembrano aver paura del fardello che un risultato Google avrà sui nuovi nativi digitali.

Insomma, ancora una volta sembra che l’umanità non possa davvero fare a meno della tecnologia anche se, pensando ai nomi che elargiscono i Vip ai loro figlioletti come Hugh Grant che ha dato alla figlia un nome cinese traducibile con «Felice Coincidenza» o ai nostrani Chanel, Nathan Falco, a Fuchsia, figlia di Sting, forse, per una volta, i nostri figli ci ringrazieranno di aver utilizzato Google per loro.

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