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Omicidio Sarah Scazzi: porta segreta in casa Misseri

Nell’abitazione della famiglia Misseri, in via Grazia Deledda 20, ad Avetrana, non c’e’ un accesso diretto dalla casa al garage nel quale, secondo le risultanze attuali delle indagini della Procura di Taranto, il 26 agosto 2010 sarebbe stata uccisa Sarah Scazzi. C’e’ invece un accesso indiretto, attraverso un disimpegno all’aperto sul retro dell’abitazione che e’ circondato da aperta campagna e quindi nascosto ad occhi indiscreti. Il particolare e’ stato sottolineato a conclusione del sopralluogo di due ore compiuto in quella casa dai legali della famiglia Scazzi, insieme al loro consulente, il gen. Luciano Garofano, ex comandante dei Ris di Parma.

L’accesso dalla casa al garage, dunque, e’ dato da una porta situata nel cucinino sul retro dell’abitazione, che da’ su un disimpegno all’aperto e quindi, sulla sinistra, ad un’altra porta che apre sul garage. In sostanza, e’ una parte dell’abitazione abbastanza nascosta e anche lontana dalla strada. I legali e il consulente della famiglia Scazzi, che hanno compiuto l’ispezione nell’ambito di indagini difensive, hanno piu’ volte percorso il perimetro esterno dell’abitazione, dall’ingresso principale sino alla zona retrostante, scattando moltissime foto e facendo riprese filmate. Al sopralluogo erano presenti Cosima Serrano, moglie di Michele Misseri, e il suo legale, l’avv. Franco De Jaco, del foro di Lecce: senza il consenso della donna l’ispezione non si sarebbe potuta fare, tranne se non fosse stata chiesta e ottenuta l’autorizzazione dal gip del tribunale di Taranto.

In quel caso, pero’, avrebbero avuto diritto ad assistere alle operazioni anche le altre parti in causa, dai legali e consulenti di Sabrina Misseri a quelli del padre Michele. Al termine del sopralluogo e’ stato redatto un verbale, ed e’ su quella porta ‘misteriosa’ che si concentrano le attenzioni degli avvocati della parte lesa. All’epoca dei fatti quella porta pare fosse ostruita da suppellettili, che sarebbero state poi rimosse dai Ris durante i sopralluoghi dei mesi scorsi insieme con la maniglia della porta, forse prelevata per verificare la presenza di impronte. ”Sono stati raccolti – ha detto uno dei legali degli Scazzi, l’avv. Walter Biscotti – elementi di riflessione importanti. L’unico riscontro per il momento e’ questo accesso da casa al garage.

Non abbiamo elementi probatori per sostenere che l’omicidio sia avvenuto in casa, abbiamo elementi logici che ci impongono di pensare che puo’ essere successo in casa. Alla storia del ‘cavalluccio’ e del gioco per noi obiettivamente e’ difficile credere. Noi facciamo ipotesi e ragionamenti a 360 gradi, senza voler colpevolizzare nessuno”. Per Cosima Serrano, ha dichiarato invece il suo legale, il sopralluogo e’ stato comunque ”un passaggio doloroso”. ”La sua sofferenza – ha aggiunto De Jaco – viene rinnovata ogni volta, sapendo che viene disegnata come la regista occulta (del delitto ndr) e quindi ha questo doppio dolore: di essere la mamma e la moglie di due ipotetici colpevoli e in piu’ di essere lei la regista”.

Non solo, ma ai microfoni di NewsMediaset, l’agenzia di notizie tv del gruppo Mediaset, la moglie di Michele Misseri ha affermato piu’ tardi: ”La porta era chiusa col serraglio, l’hanno aperta i carabinieri o non so chi. Finche’ non l’hanno aperta loro non si poteva passare, mancava la maniglia, non c’era la chiave. La porta c’e’, ma era chiusa”. Per Cosima, l’unico modo per raggiungere la rimessa sarebbe stato usare un’altra porta passando dal giardino. Il ‘giallo’ della porta casa-garage si va sempre piu’ materializzando.

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