Scandalo a Hollywood: sesso in cambio di una parte al cinema

Scandalo a Hollywood: sesso in cambio di una parte al cinema

LOS ANGELES – A Hollywood lo chiamano “Casting Couch”, ma l’abitudine di “selezionare il cast sul divano” ha poco a che vedere con le capacità attoriali e ben più con la spregiudicatezza sessuale.

Chiedere più o meno esplicitamente “favori” hard in cambio di una parte, purtroppo, è un atteggiamento da sempre in voga nel mondo del cinema, basti pensare al caso di Roman Polanski, accusato nel 1977 di violenza sessuale nei confronti di una tredicenne. Nella sua autobiografia “Roman by Polanski,” pur ammettendo i fatti, il regista si difese sostenendo che la ragazza era consenziente e che il rapporto sarebbe stato favorito dalla stessa madre al fine di favorire la carriera della figlia nel mondo cinematografico, ma il fatto è che l’adolescente non aveva ancora raggiunto l’età del consenso (16 anni, in molti stati Usa) e non poteva certo essere pienamente responsabile delle proprie azioni.

Per evitare che simili episodi si ripetano e mettere in guardia i colleghi più giovani, numerose star hanno deciso di fare “outing”, denunciando di aver subito simili ricatti.

Megan Fox, ad esempio, ha rivelato alla rivista inglese GQ di aver quasi rinunciato alla carriera cinematografica dopo che un gran numero di registi le aveva chiesto di andare a letto con loro. A fare della bellissima star, che oggi ha 25 anni, una preda facile sarebbe stato il suo difficile passato: cresciuta con la madre e il patrigno, dopo il divorzio dei genitori, Megan era stata vittima di bullismo a scuola, tanto da essere costretta a mangiare nei bagni.

La crudeltà delle compagne di allora, invidiose della sua bellezza, impallidisce però a confronto di quella dei registi che hanno cercato di sfruttare la sua debolezza per ottenere prestazioni sessuali. Proprio come è successo anche a Charlize Theron, un’altra diva dal passato difficile.

L’attrice, che al momento sta girando il nuovo film di Ridley Scott, “Prometheus”, a 15 anni aveva assistito alla morte del padre, alcolizzato, ucciso per legittima difesa dalla moglie, mentre tentava di aggredirla e porta ancora nello spirito i segni di quel trauma. La sua storia non ha impietosito, però, i “predatori” di Hollywood: «All’inizio della mia carriera ero stata invitata ad un meeting a casa di un regista molto famoso – ha  raccontato Charlize al settimanale People – ma quando arrivai lui era in pigiama e mi aveva già preparato un cocktail».

Più fortunata Gwyneth Paltrow, che essendo una figlia d’arte (il padre è il regista Bruce Paltrow e la madre è l’attrice Blythe Danner) era già stata avvertita di quei possibili ricatti. «Anche a me, quando volevo esordire nel mondo del cinema fu chiesto di partecipare a un meeting nella camera da letto di un producer» ha raccontato al mensile Elle l’attrice, che inizialmente riuscì lo stesso a conquistare la celebrità fidanzandosi con Brad Pitt.

«Conosco bene l’usanza amara del casting couch – ammette a Fox News l’agente hollywoodiano Alec Shankman – È un’abitudine ributtante e spero che adesso le giovani arrivino a Los Angeles con gli occhi bene aperti e che non si facciano illusioni. Io preparo le mie clienti al peggio e dò loro una lunga lista di personaggi da evitare come la peste».

I pericoli non riguardano, però, solo le donne, ma anche i colleghi maschi. «Un talent agent mi riempì di complimenti dicendomi che ero perfetto per la parte – ha rivelato un famoso attore che ha chiesto l’anonimato – poi, prima che potessi reagire, cominciò a toccarmi le cosce, dicendomi che avrei dovuto trascorrere la notte nella sua stanza d’hotel in cambio della parte. Avevo 23 anni e abbastanza rabbia in corpo da respingerlo e sbattergli la porta in faccia».

Il problema, del resto, non esiste solo a Hollywood: l’attrice indiana Suchitra Krishnamoorthi ha dichiarato nel 2009 d’essere stata avvicinata, tramite il suo blog, da un produttore cinematografico che voleva offrirle una parte in un film, ma di avere in seguito ricevuto da quell’uomo richieste di prestazioni sessuali in cambio dell’ingaggio. Come sempre, dunque, tutto il mondo è Paese.

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