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Escort blog. Un fidanzato hacker, maniaco ma utile

Mi avevano sempre presa in giro per il mio rapporto con Max: un cliente particolarmente nerd, che lavora come programmatore per una grande ditta informatica. E che, come unica fantasia, ha quella di scopare con le protagoniste dei suoi videogiochi preferiti. Fanatico del cosplay, da una decina d’anni a questa parte mi ha trasformata in una sexy eroina della consolle, travestendomi ora da Lara Croft ora da Eva di Metal Gear Solid 3 e – ultimamente – soprattutto da Bayonetta. Naturalmente sempre, rigorosamente, senza mutande.

«Una come te non se la può fare con un pischello che passa le nottate a farsi le seghe davanti alla Playstation!» dicevano le ragazze. Che non avrebbero mai immaginato di doverlo ribattezzare (con un pizzico di blasfemia, visto il periodo) “Il Salvatore”.

Ecco come è andata. Da qualche mese aveva fatto capolino sul Web un nuovo sito dove postare a pagamento i propri annunci. Le cifre, è vero, erano da capogiro, ma il ritorno sembrava assicurato: a quanto pareva, il traffico su quella pagina era così intenso che le ragazze che lo utilizzavano avevano raddoppiato la propria clientela nel giro di un paio di settimane.

Col tempo, però, si è scoperto l’inghippo: la “tariffa” saliva più aumentavano i clienti, sicché ciascuna escort non guadagnava comunque mai più di un tot, mentre i “magnaccia telematici” si arricchivano a sbafo alle loro spalle. Fatti due conti, alcune delle ragazze hanno deciso di togliere i propri annunci e le foto, pensando così di aver archiviato l’esperienza. Ma i bastardi, per ripicca, appena non gli è stato saldato il mese, hanno cominciato a postare recensioni negative sulle ragazze che avevano disdetto l’account e a sputtanarle, rovinandogli la reputazione.

Disperate, mi hanno raccontato tutto e subito ho pensato a Max. Il mio piccolo nerd forse poteva fare qualcosa… «Nessun problema, gli mettiamo fuori uso il sito» ha commentato mentre si preparava a una sfida erotica di arti marziali con la sua eroina preferita.

Detto fatto, il giorno dopo il nostro abile cracker aveva reso il sito inaccessibile, promettendo che l’avrebbe rifatto con tutti gli sfruttatori (molto poco) virtuali che gli avessimo segnalato. Niente male per uno che, come scherzavano le ragazze, «scambiava il joystick per il suo cazzo».

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