Escort blog, trasferta in India. Vacanza pagata col lucro sulla pashmina

Escort blog, trasferta in India. Vacanza pagata col lucro sulla pashmina

donne indianeMentre io quest’estate mi dedicavo agli affari, Carmen ha deciso di “ritrovare se stessa”. E un po’ come la Julia Roberts di “Mangia, prega, ama” ha pensato di “arricchirsi spiritualmente” con un bel viaggio in India. Ci mancava solo la svolta mistica!

Naturalmente è partita senza leggersi nemmeno una guida (leggere le fa venire le zampe di gallina intorno agli occhi, sostiene) e senza sapere una parola di inglese. Il che le ha creato non pochi problemi di comunicazione e un relativo shock culturale.

«Ti dicono che esiste il filo e che ti accompagnano. Ti chiedono quanto costa, fanno si si con la testa (ma al contrario di noi e cioè dondolandola da destra a sinistra come per dire no no). Al che tu fai per andartene, ma loro ti bloccano per contrattare. Allora pensi che sia fatta, ma poi la macchina non viene. Sisisisi per niente, ma allora chemmelodici affà?».

«Non ci sono feste, stanno tutti sempre al tempio con una mentalità che qua neanche negli anni ’50. E poi dicono che le indiane sono le donne più eleganti del mondo: manco hanno le scarpe, sono tutte zozze e senza reggiseno. Per trovare un phon col diffusore ho dovuto sudare le sette camice.. E ci credo: là sono tutte lisce, non lo usano, ma secondo voi si può lavorare così?».

Ci siamo tutte trattenute dal commentare, ma naturalmente non dal ridere. Quando una è provinciale dentro, non c’è nulla da fare.

«Saranno anche onesti, ma sono pesanti come pochi. Tutti seri e compiti. E poi si mangia da schifo: tutte spezie strane che per la diarrea non ho potuto lavorare per due settimane… e quando lavoravo ero costretta a sentirmi addosso quell’alito di curry e cipolla, disgustoso. Pure il sudore gli puzza di curry, non c’è deodorante che tenga».

Sentendola, ci siamo chieste se la sua vocazione non fosse quella di entrare in politica con la Lega Nord. Poi, quando è arrivato il momento dei “regali”, abbiamo capito che in realtà dovrebbe fare l’usuraia. Ci ha portato 10 sciarpe, ma ce le ha fatte pagare quanto avremmo speso in una boutique del Centro. E poi, come sospettavamo, abbiamo scoperto che la stronza le aveva pagate due lire. Solo con la cresta, si sarà ripagata due settimane di hotel. Se prima la compativo e mi faceva pena, ora ha davvero passato il segno. Amiche si, ma stupide no.

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