Marco Baldini confessa di non riuscire ad avere un figlio. Sogni e speranze di chi vuole diventare padre

Marco Baldini confessa di non riuscire ad avere un figlio. Sogni e speranze di chi vuole diventare padre
E’ tutto pronto, persino i nomi: Sofia se sarà una femminuccia, Niccolò se sarà un maschietto. Quello che manca, però, è il bambino che non vuol saperne di arrivare. Marco Baldini racconta, non senza ironia, la piccola odissea che sta vivendo, insieme alla compagna,  per avere un bambino.

“Io e mia moglie, Stefania Lillo, 36 anni lei e 51 io – spiega in un pezzo scritto per il Corriere della Sera – abbiamo firmato il nostro armistizio matrimoniale l’8 settembre del 2007. Non abbiamo mai nascosto a noi stessi, come agli amici, di desiderare un figlio. Io sono proprio bravo con i bambini, mi vedo bene nei panni di padre. E noto che Stefania ha come il bisogno fisico di diventare madre. In questi anni, mese dopo mese, abbiamo sperato che il sogno diventasse realtà. Senza successo, ahimè”.

Lo speaker radiofonico, quindi, racconta la sequenza di tentativi: “I dottori ci hanno rivoltati come un calzino: abbiamo fatto tutti gli esami del sangue, io anche uno spermiogramma, cioè l’esame del liquido seminale, lei tutte le analisi su utero e ovaie. Il verdetto non è stato così negativo: il nostro non è un problema per il quale si deve ricorrere alla fecondazione in vitro. Io devo prima curare con gli antibiotici una piccola infezione alle vie seminali. L’intoppo un po’ più complicato riguarda Stefania: ha un’ovulazione irregolare, da quel che ho capito non sgancia i suoi ovociti nemmeno tutti i mesi”.

Per i due, quindi, iniziano i rituali che le coppie con qualche problema di fertilità conoscono fin troppo bene: “Termometri e stick ovulatori dicono: è il momento buono! Da ora in poi, insomma, dobbiamo cominciare a barcamenarci tra tutti quegli attrezzi”.

Se poi le cose non dovessero andare bene, in teoria, ci sarebbe sempre l’adozione. “Certo – spiega Baldini – la legge italiana mette paletti su tutto, fissa anche la differenza di età tra genitori e figlio adottivo. Chissà, a me lo darebbero maggiorenne…”.

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