Lory del Santo non si arrende: “Ho superato il dolore per la perdita di Conor e i figli sono il nucleo della mia felicità”

Lory del Santo non si arrende: “Ho superato il dolore per la perdita di Conor e i figli sono il nucleo della mia felicità”

Lory del Santo non si arrende. E alla vigilia del debutto come conduttrice della sua nuova trasmissione “Missione: seduzione” (in onda dal 9 novembre su Lei, Sky) chiude con un passato profondamente segnato dal dolore.

Sul numero di Vanity Fair in edicola, la showgirl svela come ha cercato di superare il gravissimo lutto vissuto dopo la perdita del piccolo Conor, morto nel 1991 cadendo dal cinquantatreesimo piano del grattacielo in cui vivevano.

«L’ho pianto tanto, ma adesso basta. Per cinque anni non ho fatto altro. Di solito riesco a convincermi che è un caso che non mi riguarda, che non era mio figlio, ma solo suo». Con suo, naturalmente, intende di Eric Clapton, il padre di Conor, con cui Lory tra gli anni Ottanta e i primi anni Novanta ebbe una relazione.

«Voglio essere impenetrabile quando il dolore ha il sopravvento. Tante volte ho nascosto cose per non ricordare, e altrettante volte mi sono chiesta se fosse giusto. Illudersi che il tempo cancella è il credo, l’illusione che ho seguito».

Un meccanismo di difesa che non le è bastato ad allontanare da sé non solo la sofferenza, ma anche il senso di colpa. Conor, infatti, precipitò da una finestra aperta, mentre lei era in casa. «Io stavo salendo delle scale per andarlo a vestire, lo sentivo giocare in camera sua – ricorda la del Santo – Ero a metà scala e ho sentito il rumore di un fax che stava arrivando. In quei pochi istanti in cui io sono scesa a prendere il fax lui è uscito dalla sua stanza ed è andato nell’altra, quella in cui il cameriere aveva lasciato la porta finestra, che era una parete, aperta. Ci penso sempre a quel maledetto fax».

Superare il trauma non è stato facile, ma Lory non si è arresa: «Dal giorno in cui il bambino non c’è più stato io ho deciso che avrei vissuto concentrata sull’oggi, e che di ogni giorno dovevo trovare un motivo perché mi sembrasse bello. La vita è un attacco continuo e io sono nella mia fortezza e devo difendermi perché ognuno, intorno, mi fa del male».

Dopo la morte del primogenito, Lory ha avuto altri due figli, Devin e Loren. Anche perché il ruolo di madre pare appagarla più che quello di partner. «Gli uomini sono complementari. Ci vuoi essere? Bene. Non vuoi? Sparisci. A me va bene, ma non tornare indietro. I figli sono delle donne. Io me ne sono fregata delle cose sociali e i miei figli sono il nucleo della mia felicità».

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