Il marito di Diane von Furstenberg, Barry Diller, a 68 anni va in pensione ma tiene il potere

Il marito di Diane von Furstenberg, Barry Diller, a 68 anni va in pensione ma tiene il potere

Berry Diller e Diane von Furstenberg

Barry Diller, Ceo della Iac (InterActiveCorp), più noto al pubblico femminile perché marito della stilista Diane Von Furstenberg,, che fu moglie di un nipote di Gianni Agnelli, ha lasciato la poltrona di amministratore delegato del complesso mediatico internettistico proprietario, tra l’altro, di Expedia.com, Tripadvisor, Ask.com, Vimeo, Excite e della fortunatissima testata on-line The Daily Beast diretta da Tina Brown.

Al suo posto è subentrato Greg Blatt, ex Ceo di Match.com, un altro dei marchi “figli” della Iac.

Diller ha 68 anni, Blatt 42. Sarebbe sbagliato, però, pensare che Diller sia andato in pensione: l’ex capo della Paramount Pictures e di Fox Broadcasting rimarrà non solo presidente del consiglio d’amministrazione e “senior executive”, ma continuerà ad essere l’azionista di maggioranza della società, con oltre un terzo di azioni in suo possesso.

Una fetta ancor più grande di prima, se si considera che Diller ha appena riacquistato, attraverso la Liberty Media, la quota prima in mano al miliardario John Malone, per circa 220 milioni di dollari in contanti e siti internet per altri 150 milioni.

A motivare il passo indietro del grande businessman sarebbe stata la consapevolezza che «la società ha bisogno di un amministratore delegato aggressivo e ambizioso a tempo pieno, capace di spendersi per la crescita della Iac in un’ottica di lungo termine».

Nelle sue dichiarazioni Diller è stato di un candore impensabile in Italia: «Ho detto al consiglio di amministrazione che la società non veniva gestita correttamente. Non ho mai pensato di essere un manager molto bravo. Me la cavo, certo, ma voglio tornare a occuparmi di quel che so fare meglio: cercare opportunità per far crescere gli affari. Greg è un manager migliore di me». Una leadership come quella di Blatt sarebbe l’ideale per l’azienda, afferma insomma Diller, che forse, però, qualcosa ha taciuto.

Non è un segreto che l’ex-Ceo non fosse visto con simpatia dai suoi dipendenti, soprattutto per l’abitudine di spendere i miliardi dell’azienda per mantenere uno stile di vita tanto sontuoso da risultare esagerato.

Basti pensare che nel solo 2009 la Iac ha speso 4.600 dollari al giorno per pagare i suoi viaggi personali, mentre il resto dei dipendenti si vedeva negare un qualsiasi bonus o aumento da ben tre anni consecutivi.

Sempre nel solo 2009, secondo Forbes, Diller avrebbe guadagnato più di 4 milioni e mezzo di dollari, tra stipendi, bonus, premi azionari e compensazioni. Mentre se si analizza un lasso di tempo più prolungato, come amministratore delegato della Iac, il magnate avrebbe guadagnato 1 miliardo e 140mila dollari in dieci anni. Una cifra che lo ha messo al secondo posto nella classifica sui 25 manager più ricchi d’America stilata nel luglio scorso dal Wall Street Journal.

A rendergli la vita un po’ più complicata sono state anche le foto delle sue vacanze, in cui oltre a un jet privato da 45 milioni di dollari (di proprietà della Iac), un enorme yatch e spiagge tropicali, figuravano anche svariate giovani compagnie maschili, a cui pare molto probabile che Diller abbia offerto la “scampagnata”.

Già da tempo, in realtà, i rumors identificavano Diller, sposato dal 2001 con la stilista Diane von Furstenberg, come un omosessuale “sotto copertura”. Ma la sua paura di uno scandalo potrebbe avere giustificato, insieme alla brama di dedicarsi solo ai propri affari, la decisione del miliardario.

Diller continuerà dunque a controllare la società tramite il proprio enorme pacchetto azionario, ma ha avviato la successione, senza privarsi dei proventi del suo investimento.

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