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Stupro piazza Spagna, ragazza caduta in gioco erotico finito male

Roma)- Una storia torva, di fantasia, una situazione sfuggita di mano. La ragazza spagnola che aveva denunciato di essere stata violentata il 19 febbraio dietro le scalinate di Trinità dei Monti ha inventato tutto, con la complicità del suo fidanzato. In realtà la studentessa è finita in una storia più grande di lei, che sembra ispirata alla commedia popolare di Rugantino, con la ragazza nei panni di Marta. La nobildonna, infatti, fingendosi prostituta, andava in giro a procacciarsi avventure amorose tra la plebe. Dopo giorni estenuanti di interrogatorio la spagnola è stata inchiodata davanti alle incongruenze del suo racconto. Quella notte lei non era mai stata a piazza di Spagna, sulla sua macchinetta fotografica non risultava nessuna immagine del centro storico di Roma e soprattutto nel luogo da lei indicato come teatro dello stupro non si è mai trovata nessuna traccia utile alle indagini. Il castello della storia da lei raccontata non ha convinto gli inquirenti che hanno scoperto che quella notte lei era in zona San Giovanni, nei pressi della sua abitazione. Dopo un rapporto occasionale, spaventata dalla rottura del preservativo, aiutata anche dal suo fidanzato, uno spagnolo di quaranta anni con cui ha un rapporto di dipendenza psicologica, è andata in ospedale con la convinzione che denunciando la violenza sessuale le analisi fossero più approfondite. Così non è andata. Ora lei è denunciata per procurato allarme. Al vaglio degli inquirenti anche la posizione del quarantenne, che attualmente non è in Italia.

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