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Se curare tumore fa ammalare, a Roma convegno su leucemie secondarie

Roma – "Quando curare un tumore fa ammalare. Le leucemie secondarie un problema emergente". Se ne parlerà in occasione del Congresso internazionale 'Secondary leukemia and leukemogenesisì', in corso al Policlinico Gemelli di Roma da oggi a sabato 26 marzo. Una malattia oncologica può scatenare un'altra malattia: sono le leucemie secondarie."E in Italia – spiegano gli organizzatori del simposio – si vanno sempre più affinando le tecniche per scovarle, capirne i meccanismi e prevenirle. Un grosso aiuto arriva dal Registro delle Leucemie secondarie, coordinato dall'Istituto di Ematologia dell'Università Cattolica-Policlinico A. Gemelli di Roma, che si pone l'obiettivo di arrivare a identificare le categorie di pazienti a maggior rischio di sviluppare una leucemia secondaria, registrando almeno 500-1000 casi nei prossimi 5 anni. Per poi studiare a fondo queste patologie in aumento e fare lo stato dell'arte su queste leucemie". "Di leucemie secondarie – spiegano gli organizzatori – si parla a 360 gradi nel corso della quarta edizione del Congresso internazionale "Secondary leukemia and Leukemogenesis", che vede la partecipazione dei maggiori esperti mondiali del settore (fra cui Bart Barlogie, padre del moderno trattamento del mieloma multiplo)". "Il registro italiano sulle leucemie secondarie – spiega Livio Pagano, ematologo dell'Università Cattolica di Roma, segretario scientifico del simposio – deve fare i conti con l'unico limite che non si sa quante nuove diagnosi per ogni patologia neoplastica sono identificate in Italia a causa della mancanza di un registro tumori nazionale".

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