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Rom: Noi siamo Zingari, ma voi chi o cosa siete?

“… Noi siamo Zingari che viviamo qua’a tant’anni…”.Si fa molta fatica a chiamarle case. Una viuzza stretta e sui due lati un agglomerato di quelle che si stenta a chiamare case. Non sono neanche delle baracche. E le capanne si trovano in Africa. Si…

“… Noi siamo Zingari che viviamo qua’a tant’anni…”.
Si fa molta fatica a chiamarle case. Una viuzza stretta e sui due lati un agglomerato di quelle che si stenta a chiamare case. Non sono neanche delle baracche. E le capanne si trovano in Africa. Siamo a Cosenza, in via Reggio Calabria che a dire il vero sta da tutt’altra parte dove appunto arriva la strada e crescono nuovi palazzi. Propio oggi il comune della Città dei Bruzi ha deciso che la zona deve essere bonificata. “Bonificare”, un verbo che addolcirebbere il cuore di un elefante, non fosse che da quella parte della città non vi è nulla di bello. Mondezza, rifiuti ventennali, plastica, vetri persino carcasse di macchine. E questi si possono anche scansare. Basta sapere dove mettere i piedi. I topi ed i serpenti – loro si che scansano gli abitanti. “Signora o signorina? Noi siamo Zingari che viviamo qui da tanti anni. Ogni volta che ci sono le elezioni ci vengono a chiedere i voti. Una volta ci hanno portato pure i dolci e lo spumante. Qui ci sono tanti topi, molte vipere” – me lo dice tutto d’un fiato una signora seduta favanti “casa”. C’è anche il marito. Ci sono i figli, nuore, generi e i nipoti. “Viviamo in tredici persone qua dentro. Signorì lo dovete dire alla televisione che vogliamo una casa. Facciamo la fila davanti al bagno e non è bello”. Ed io: “Signora vipere significa serpenti?” E lei: “Se no cosa allora!”. I ragazzini hanno la testa rasata e si intuisce, viste le cattive condizioni igieniche, che è l’unico modo per evitare i pidocchi, almeno per i maschietti. Franco, l’operatore di ripresa che mi accompagna mi guarda stupito, disorientato. Infatti, più tardi mi dirà: “Ma scusa, ogni volta mi sgridi quando li chiamo zingari, dici che loro sono i Rom”. Uno a zero per Franco che tra l’altro, la mattina prima di uscire per il servizio sulla bonifica, aveva pronosticato la disfatta della squadra azzurra in Sudafrica. 4 a zero – aveva detto – e per poco con altri colleghi non lo sbranavamo. “Perché quella signora ha detto ‘zingari’?” – insiste. “Perché si sono riappropriati del termine e l’hanno decostruito, così nessun li può più ferire con quella parola che li rende invisibili, che li relega al margine”. “Decostruito? Che vuoi dire? Perché parli così difficile?”. Mio Dio quante domande! “Ma è un po’ come quando dici che sei una ‘negra’ e non una ‘donna di colore?'”. Si un po’… Ma tu continua a chiamarli Rom capito?
A proposito, ho una fobia incurabile dei serpenti, ma questa è tutt’altra storia…
Geneviève Makaping