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Raoul Bova gestore di internet point in 'Nessuno mi può giudicare'

Roma – "Il mio personaggio gestisce un internet point. Gli extracomunitari senza soldi li fa telefonare e navigare su internet, gratis. Insomma, diventa il punto di riferimento per queste persone, ma dopo un po' non avrà i soldi per pagarsi il negozio e dovrà chiudere". Raoul Bova è Giulio, in 'Nessuno mi può giudicare', opera prima di Massimiliano Bruno, che esce oggi, 16 marzo, in 400 sale. Il film è ambientato al Quarticciolo, quartiere periferico della Capitale. "Era molto divertente – racconta Bova – perchè c'era questa multietnia, la gente si è veramente integrata. Senti cinesi e giapponesi, africani, che parlano romano più di quanto lo parlo io". Nel film si parla di compromessi e l'attore, sollecitato sull'argomento dice la sua. "I compromessi li facciamo, tutti quanti e tutti i giorni, anzi è un modo di andare verso l'altra persona. La differenza sta nel non fare il compromesso che va contro il tuo ideale di vita, la tua moralità. Di compromessi se ne fanno sempre di più – prosegue Raoul Bova – tanta gente purtroppo è costretta ad andare contro i propri ideali e contro la propria moralità, anche per neccessità. Quindi, non si può giudicare la situazione in modo generale, bisogna considerarla in maniera singola – suggerisce il 38enne attore romano e racconta – Anche il mio personaggio che era integro, si ritrova lui stesso a fare un compromesso che va contro i suoi principi e lo fa per salvare altra gente. La preoccupazione è sui giovani. Il problema – suggerisce Raoul Bova – è dare ideali ed esempi che siano di valore. Se portiamo avanti il negativo e facciamo vedere che è tutto negativo, loro non hanno punti di riferimento. Sta anche alla stampa, ai giornali, a noi attori, cercare di portare avanti più valori positivi e valorizzare le persone che lottano tutti i giorni, piuttosto che quelli che prendono scorciatoie".

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