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Quando nel sesso compare il “sadismo”…

Molti individui oggi come oggi….conducono rapporti sessuali 

 utilizzando strumenti particolari come lacci, tacchi a spillo, fruste e quanto può servire a provocare dolore o a subirne.
 
Solitamente chi pratica comportamenti sadici e masochisti si sente a suo agio, ma questo tipo di attività  può divenire  patologica quando gli impulsi e i comportamenti della persona degenerano o generano disagio, senza che entrambi i “partecipanti” a questa fantasia, siano consensienti.
 
Si parla di sadismo sessuale quando si ha il forte desiderio di infliggere sofferenza fisica o psicologica sugli altri, per trarne una gratificazione a livello sessuale.

La fantasia e l’appagamento verso questo tipo di pratica , molto spesso, è tipico di chi ha vissuto un’infanzia piuttosto violenta sia a livello fisico che a livello emotivo, e questo produce una ricaduta sulla persona che la subisce.

Le conseguenze si traducono in insicurezza,, disequilibrio emotivo, problemi relazionali etc.

Ciò quindi può comportare una tendenza ad avere comportamenti aggressivi  verso sè stessi oppure (come capita nel sadismo) verso gli altri.

Il termine sadismo, fu introdotto da Krafft-Ebing, che lo derivò dal nome del marchese de Sade.

Freud ha utilizzato frequentemente questo termine per indicare una fusione di sessualità e violenza.  

Il sadico gode anche nell’ immedesimarsi nella sofferenza della vittima e, punendo l’altro, il carnefice, punisce in realtà sé stesso.   

Oltre che una perversione, il sadismo può essere anche un tratto della personalità: sadico è infatti chi si compiace del suo essere crudele, chi prova piacere e gratificazione psicologica nel maltrattare i familiari, nelle sconfitte e nel dolore altrui.

All’interno della vita familiare si nota come questi soggetti pretendano obbedienza, abbiano un senso forte dell’autorità e puniscano ogni  errore.

Secondo il DSM-IV Il sadismo sessuale comprende i comportamenti in cui il soggetto ricava eccitazione sessuale dalla sofferenza psicologica e fisica della vittima, inclusa l’umiliazione.

Alcuni sadici provano piacere nell’evocare le loro fantasie sadiche durante l’atto sessuale, godendo del controllo completo sulla vittima terrorizzata da quello che sta avvenendo; altri mettono in atto i loro impulsi  con un soggetto consenziente, magari affetto da masochismo sessuale; altri ancora purtroppo agiscono i loro impulsi con soggetti non consenzienti.

Gli atti più comunemente emessi dai sadici riguardano sia attività che sanciscono il dominio sulla vittima, come ad esempio il forzare la vittima a camminare carponi, il legarla o il rinchiuderla, sia vere e proprie azioni di violenza quali, l’imprigionare, il bendare, lo schiaffeggiare, il fustigare, il pizzicare, il percuotere, il bruciare, il violentare, il procurare ferite da taglio, lo strangolare, il torturare e l’uccidere.

Il sadismo è un disturbo che colpisce più la categoria maschile che quella femminile, anche se non mancano esemplari sado anche nel gentil sesso!

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