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Perugia: Arriva il microchip per tracciare i prodotti

E’ nato a Perugia il microchip per la tracciabilita’ dei prodotti tessili. Una carta d’ identita’ elettronica – unica al mondo, secondo gli ideatori – che rivela al consumatore tutte le fasi della lavorazione di un capo di abbigliamento: dalla provenienza della materia prima a tutti i passaggi della filiera produttiva fino al confezionamento finale. E’ questa l’innovativa strada che l’impresa perugina Sterne International, che disegna e realizza maglieria di alta gamma con il marchio Lorena Antoniazzi, ha deciso di percorrere per garantire al cliente la massima trasparenza e la possibilita’ di comprendere il reale valore di un capo italiano al 100%. Il nuovo sistema di tracciabilita’ e’ stato presentato oggi a Perugia, nella sede dell’azienda, con un evento accompagnato da una mostra di opere della scultrice Rabarama, presentata dalla Galleria Luigi Proietti. Fondata nel 1991 da Gianluca Mirabassi e sua moglie Lorena Antoniazzi (con un passato di stilista per grandi firme italiane), in breve tempo la societa’, che ha uno show room a Milano, ha raggiunto un’ampia e capillare distribuzione in tutto il mondo. Il mercato internazionale rappresenta l’80% delle vendite. ”Crediamo nell’innovazione e nei giovani”, ha spiegato Mirabassi, che e’ anche presidente del sindacato tessili di Confindustria Perugia e che ai giovani, compresi i suoi due figli ventenni, Andrea e Nicola, lascia grande spazio nella sua azienda, che occupa una cinquantina di dipendenti. La realizzazione del microchip ha richiesto due anni di lavoro, con la collaborazione di Italcode e XTeam, ditte informatiche umbre che hanno messo a punto il software. L’azienda ha anche depositato la domanda per il brevetto. Il microchip (utilizzato per la prima volta per la collezione attualmente in vendita) viene inserito nella targhetta di ogni singolo capo prodotto e non si altera con il lavaggio. Entrando poi nel sito internet dell’azienda, basta digitare il codice indicato nella targhetta per avere tutte le informazioni relative al capo acquistato: dove e’ stato realizzato, quando, con quali materiali, qual e’ il fornitore del filato, le varie fasi della lavorazione, il controllo qualita’ e le rifiniture eseguite a mano. ”Una vera e propria carta di identita’ – ha spiegato Mirabassi – per garantire tracciabilita’ e trasparenza a tutto quello che facciamo”. ”Innovazione, tecnologia e qualita’: su questo – ha sottolineato ancora Mirabassi – abbiamo puntato. Ci devono credere i giovani e soprattutto le aziende del settore”.

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