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Paola Cortellesi escort per figlio in 'Nessuno mi può giudicare'

Roma – "Mi è piaciuto tutto in questo personaggio, anche la parte sgradevole di fare un mestiere svilente". Nelle parole di Paola Cortellesi, tutta la passione con cui si è calata nei panni di Alice, donna ex-ricca, caduta in disgrazia dopo la morte del marito e costretta a fare la escort per evitare che il figlio venga affidato ai servizi sociali. Il film è 'Nessuno mi può giudicare', con il debutto alla regia cinematografica di Massimiliano Bruno, che debutta oggi, 16 marzo, in 400 sale. "E' un film attuale, perchè adesso l'appellativo che si dà al mestiere di prostituta, cioè escort, è ben noto per i fatti di cronaca. Questo film è nato prima – precisa però la Cortellesi – Non è un film sulla nostra classe politica, su quello che è capitato e su quello che sta capitando, sui processi in corso. Non è questo. E' un film che parla di scelte estreme, di solidarietà e di amore – spiega la 37enne attrice, comica, imitatrice, cantante, doppiatrice e presentatrice televisiva – C'è l'amore di una mamma che pur di non lasciare doppiamente orfano questo figlio, perchè già orfano di padre, si mette a fare la cosa che mai avrebbe pensato di poter fare". Paola Cortellesi, sollecitata sui fatti di cronaca riguardanti le escort afferma: "Questi mestieri esistono da sempre, ci sono le professioniste e non mi permetto di giudicarle, sono adulte che fanno una scelta libera. Quello che mi fa male, leggendo i fatti della cronaca di questi mesi – prosegue, parlando da donna di spettacolo – è il far credere a tutti che questo è un passaggio obbligato delle giovani e belle ragazze che vogliono fare il mio mestiere. Lo trovo avvilente". Garantisce Paola Cortellesi: "Non dico il 100, ma il 99% delle persone che fanno questo mestiere, almeno quelle che io conosco e frequento e ne ho conosciuto veramente tante, hanno fatto scuole teatrali come me, hanno fatto la gavetta, fanno i provini e seguono un iter regolare. Però chiaramente, quello che salta maggiormente agli occhi e fa più notizia – conclude la primadonna di Zelig – sono i vizi rispetto alle virtù. E' un peccato, perchè poi chi non frequenta questo ambiente pensa che le giovani promesse, diciamo cosi, dello spettacolo che durano poco, siano passate per favori di altro tipo".

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