curiosità

La maledizione dell’omonimo di Mark Zuckerberg, espulso da Facebook

INDIANAPOLIS – Chiamarsi Mark Zuckerberg, per un avvocato di Indianapolis, è ormai diventata una maledizione.

A causa dell’omonimia con il famoso fondatore di Facebook, infatti, il professionista è stato cancellato dal popolare social network perché accusato di “furto d’identità”.

L’uomo, che ha 48 anni, è poi riuscito a farsi ripristinare l’account, dopo che la sua storia era stata ripresa da diversi quotidiani e siti d’informazione, ma non è la prima volta che il suo nome gli causa qualche problema: «Già due anni Facebook fa mi aveva rifiutato l’iscrizione – racconta il professionista – Ho dovuto provare la mia identità inviando copie della patente, del certificato di nascita e dell’iscrizione all’albo degli avvocati».

Ma c’è anche un altro lato della medaglia, ugualmente spiacevole: «Ogni giorno ricevo almeno una dozzina di chiamate da parte di utenti di Facebook che si lamentano del cattivo funzionamento del social network e mi chiedono assistenza» racconta l’avvocato, che esasperato dallo scambio di persona ha creato un sito web IAmMarkZuckerberg.com con cui tenta di promuovere la sua attività professionale e racconta al mondo quando è difficile avere lo stesso nome di una persona troppo famosa. «Nel 2004 se si digitava il mio nome su Google appariva solo il mio studio, ora non compare nemmeno – dichiara l’Altro Zuckerberg disperato – Questo uomo mi sta uccidendo».

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