La Metro Goldwin Mayer non fallirà e sono già pronti due nuovi progetti. Un nuovo James Bond e The Hobbit di Tolkien

La Metro Goldwin Mayer non fallirà e sono già pronti due nuovi progetti. Un nuovo James Bond e The Hobbit di Tolkien

La Metro-Goldwin-Mayer ( anche nota con la sigla “MGM” ), la storica compagnia privata di cineproduzione degli Stati Uniti d’America nata nel 1924 , sotto il motto “Arte per il bene dell’arte”, dalla fusione della “Metro Pictures Corporation” con la “Goldwin Pictures Corporation” e con la “Louis B. Mayer Pictures”,si è salvata dalla bancarotta e sta già alimentando i sogni  in pellicola di Hollywood: si parla sempre più concretamente della realizzazione di un nuovo capitolo ( il 23° ) dell’agente segreto con licenza di uccidere più affascinante di sempre.

Per a compagnia cinematografica con mascotte “Leo the Lion” ( “Leo il leone”, nei quali panni, storicamente, si sono alternati cinque leoni differenti a partire dal mitico  “Slats”, addestrato da Volney Phifer a ruggire dopo il segnale di “ciak” ) girano voci insistenti sia di un interessamento per nuovi film grandiosi che riprendono la scia di altrettanti successi quali “Il mago di Oz” o “Rocky” che la resero famosa negli anni d’oro e sia della realizzazione di due episodi della trasposizione in pellicola di “The Hobbit” di J.R.R. Tolkien ( in co-produzione con la Warner Bros ).

Il piano di snellimento ( con la perdita di soli 320 dipendenti ), di consolidamento e ristrutturazione ( nuovi finanziamenti ottenuti e conversione del debito in capitale societario ), approvato dal tribunale della bancarotta di New York, rende di fatto la MGM più solida, forte e competitiva

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