Matrimoni omosessuali, polemica tra Arcigay e Pd

Matrimoni omosessuali, polemica tra Arcigay e Pd

Roma – Dopo il no ai matrimoni gay ribadito qualche giorno fa dal premier, Silvio Berlusconi, il presidente nazionale dell'Arcigay, Paolo Patanè, esprime le proprie perplessità sulle dichiarazioni rilasciate al Foglio da Walter Veltroni. "Io – ha detto l'ex segretario del Partito democratico al quotidiano – a differenza di Berlusconi, sono favorevole al riconoscimento dei diritti delle coppie di fatto, anche omosessuali, e alla possibilità di adozione per i single. E nessun richiamo o disciplina potrebbe farmi cambiare idea". "La dichiarazione – afferma Patanè – adombra che il ragionamento del Pd sulle coppie di fatto sia viziato da troppi equivoci". Per Arcigay, al 'no' di Berlusconi ai matrimoni civili tra persone dello stesso stesso, il più grande partito di centrosinistra avrebbe dovuto rispondere semplicemente con un 'sì', "visto che – dichiara Patanè – nei Paesi fondatori dell'Unione, il matrimonio civile è sostenuto perfino dai partiti di destra". "E poi – continua l'associaizone lesbica e gay italiana – il riconoscimento di una coppia in quanto tale, senza nessuna distinzione tra omosessuali ed eterosessuali è cosa molto diversa dal riconoscimento dei diritti richiamato da Veltroni. Se, all'interno del Pd, ci si avvita a rgionare di singoli diritti delle coppie anziché del riconoscimento delle coppie stesse, allora si rischia di fare un lavoro sostanzialmente inutile". "Proprio per questo – conclude Patanè – vorremmo dare il nostro contributo al chiarimento di questo equivoco, che rischia di essere madornale, chiedendo ancora una volta un incontro urgente con Bersani. Non vorremmo che un ragionamento sui diritti puntuali già esistenti o rivendicabili, finisca per diventare un sotterfugio per non esporsi sulle coppie e sul matrimonio civile tra persone dello stesso sesso".

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