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La misteriosa scomparsa di Marisol Valles Garcìa, “poliziotta coraggio” messicana

MESSICO – In molti la conoscevano come la “poliziotta coraggio”, una ragazza di 20 anni che aveva accettato uno degli incarichi più pericolosi del Messico: il comando della polizia di Praxedis Guerrero, un villaggio nei pressi della violentissima Ciudad Juárez, lungo il confine con gli Stati Uniti, dove i cartelli di Sinaloa e Juárez lottano senza tregua per il controllo del narcotraffico. Ma dopo quattro mesi di duro lavoro, Marisol Valles García è misteriosamente scomparsa.

A lanciare l’allarme, qualche giorno fa, era stato l’attivista per i diritti umani Gustavo de la Rosa Hickerson, temendo che i narcos l’avessero sequestrata e uccisa. Ma oggi, come riporta La Stampa, è proprio lui a affermare che «Marisol si trova attualmente negli Stati Uniti nel centro di detenzione di El Paso alla frontiera con il Messico dove ha chiesto asilo politico insieme al figlio, al marito, genitori e suoceri».

«Secondo fonti dell’intelligence Usa – continua Hickerson – Marisol sarebbe scappata insieme a tutta la sua famiglia per una gravissima minaccia che avrebbe ricevuto e che riguarda tutto il suo nucleo familiare».

Un avvertimento che non stupisce, se si pensa che il suo predecessore era stato ucciso e anche il parroco del paese aveva chiesto il trasferimento temendo di venire ammazzato.

Nonostante ciò. Marisol, studentessa di criminologia, aveva accettato l’incarico e aveva lavorato per quattro mesi in borghese, occupandosi soprattutto di illeciti.

Prima di sparire, la donna aveva chiesto un permesso di tre giorni, scaduto lunedì, per potere stare con il figlio. E prendendo atto del suo mancato ritorno, il sindaco di Guerrero Praxedis, Andrés Morales Arreola, ieri aveva deciso di licenziarla, sottolineando che le autorità erano «fiduciose che la donna fosse al sicuro da qualche altra parte. Anche perché se fosse accaduto qualcosa di strano lo avremmo sicuramente saputo». Un atteggiamento a dir poco ambiguo, sottolineato dall’augurio finale a Marisol di «ogni fortuna per le attività che vorrà intraprendere». Probabilmente lontano da Ciudad Juárez.

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