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La 'Penelope' di Piparo all'Ambra Jovinelli di Roma dal 25 marzo

Roma – E' stato presentato oggi 'Smetti di piangere Penelope', lo spettacolo tutto al femminile diretto da Massimo Romeo Piparo, interpretato da Tosca d'Aquino, Nicoletta Romanoff e Samuela Sardo, al Teatro Ambra Jovinelli dal 25 marzo al 10 aprile. Il 25, 26 e 27 marzo sarà attivata una sorta di promozione-bebè, per le coppie che aspettano un bambino: pagherà solo il papà, mentre mamma e nascituro entreranno gratis. 'Smetti di piangere Penelope' arriva per la prima volta in Italia dopo il successo ottenuto a Parigi, dove è rimasto in scena per tre anni consecutivi con 600 repliche all'attivo. Nella nuova versione, adattata e diretta da Massimo Romeo Piparo, porta sul palcoscenico uno dei temi più attuali dell'universo femminile: la voglia di maternità, di avere un figlio a tutti i costi. E' la storia di tre amiche che superata la soglia dei trent'anni, si ritrovano e si scontrano sul tema della gravidanza e si azzuffano sull'eros. Francesca, Anna e Penelope si scoprono diverse ma tremendamente uguali. "E' una commedia brillante – racconta Piparo – ed è una specie di 'Sex and the city'. Uno spettacolo tutto al femminile, ma la concomitanza con il periodo non è voluta. Pensavo che arrivato a 40 anni mettere al centro dell'attenzione la donna fosse importante". Durante la presentazione, la prima a raccontare il suo personaggio è stata Tosca D'Aquino, che interpreta Francesca: "Siamo l'emblema della donna. E come tutte le donne, ci dimostriamo forti ma in realtà nascondiamo un mondo di fragilità. Io sono rockettara, anticonformista e molto cruda nei modi. Sono contrarissima al matrimonio e ai figli, ma alla fine sarò l'unica a fare tutte queste cose". Samuela Sardo interpreta Penelope, "la più ingenua delle tre – anticipa l'attrice – adora le sue amiche che la maltrattano anche fisicamente. E' molto sociale e allegra, ma in questo spettacolo nulla è come sembra. E' un po' come un percorso della donna Si rincontrano la prima volta a venticinque anni, dove si raccontano i progetti e le speranze che hanno nella vita. Dopo dieci anni si ritrovano, fanno i conti con loro stesse e vedono tutto quello che sono o non sono riuscite a fare".

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