Va in pensione l’infermiera lesbica licenziata dall’Us Air Force

Va in pensione l’infermiera lesbica licenziata dall’Us Air Force

SEATTLE – Il suo caso aveva fatto il giro del mondo e aveva messo in discussione il principio del “don’t ask, don’t tell” in uso fino al dicembre scorso (quando è stato abrogato) nelle Forze Armate americane, in base al quale l’orientamento sessuale non veniva chiesto ai militari ma, se scoperta, l’omosessualità comportava il licenziamento.

Così era stato, dopo 18 anni di servizio, per Margaret Witt, infermiera della Us Air Force, allontanata dall’aeronautica americana nel 2007 dopo essersi dichiarata lesbica.

Lo scorso anno il giudice federale Ronald Leighton di Tacoma ne aveva ordinato il reintegro in servizio, ma la donna, che oggi lavora in un ospedale per veterani come coordinatrice della riabilitazione, dopo un lungo negoziato fra il Governo e i suoi avvocati, ha preferito andare in pensione dall’esercito, a patto che il licenziamento venga cancellato dal suo curriculum ufficiale.

Del resto, il suo stato di servizio era irreprensibile, come avevano raccontato diversi testimoni durante il processo: il maggiore Witt, che oggi ha 47 anni, aveva avuto una carriera esemplare, con medaglie ed encomi, ed aveva curato feriti sul campo durante la prima guerra del Golfo in Iraq.

Per anni aveva nascosto la sua omosessualità, evitando feste con i colleghi e mantenendo un totale riserbo sulla sua vita privata. Ma nel 2004, il marito della donna con la quale aveva una relazione la denunciò e l’aviazione avviò allora un procedimento, che si concluse con il suo licenziamento.

Nel frattempo, la donna all’origine della denuncia ha divorziato dal marito ed è ora partner stabile della Witt, che dopo il congedo forzato era stata costretta a fare outing anche con i genitori, che hanno accettato la sua omosessualità con un commosso «Ti vogliamo bene».

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