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Il Free Cinema …libertà di pensiero per tutti gli individui

Il Free cinema (più comunemente detto cinema libero)… fu un movimento cinematografico inglese, culturale, sociale e politico degli anni cinquanta e sessanta del XX secolo, di forte contestazione del cinema britannico dell’epoca, inserito nel più ampio contesto internazionale delle “nuove onde” cinematografiche emerse in molte cinematografie nazionali fra la fine degli anni cinquanta e gli anni sessanta.

A Roma il Faenascafè organizza serate in tema e ripropone settimanalmente (di giovedì) una rassegna cinematografica in onore del Free Cinema.

 I film avevano in comune un atteggiamento implicito: il credere nella libertà, nell’importanza dell’individuo e nel significato della quotidianità.

Nessun film doveva essere troppo personale, le dimensioni avevano poca importanza, la perfezione non rappresentava in se stessa uno scopo, un atteggiamento significava uno stile, uno stile, siginificava un atteggiamento (il credo del free).

Questi film si riallacciavano a quello spirito che, nello stesso periodo, gli anni sessanta, costituivano l’elemento specifico delle opere letterarie e teatrali degli “Angry Young Men” (John Osborne, Harold Pinter, Dorothy Lessing, John Braine, Shelagh Delaney e Alan Sillitoe), eroi ribelli delle classi popolari che si esprimevano con l’accento della loro provincia, un fenomeno che si ritroverà più tardi nei film di Ken Loach.

 Questi scrittori e autori teatrali divennero infatti molto spesso sceneggiatori del free cinema.

Al movimento aderirono anche altri registi come Joseph Losey, John Schlesinger, Jack Clayton, Richard Lester, Desmond Davis, Clive Donner e Ken Loach; e attori britannici del calibro di Tom Courtenay, David Warner, Malcolm McDowell, Richard Harris, Albert Finney, Dirk Bogarde, Robert Stephens, Stanley Barker, Anthony Hopkins, Richard Burton, Alan Bates, Edward Fox, James Fox, Brian Cox, Terence Stamp e le attrici Vanessa Redgrave, Julie Christie, Rita Tushingham, Lynn Redgrave.

Insieme, pur se ciascuno con la sua personalità, attraverso le rispettive opere, si opponevano al conformismo del cinema inglese e con collera denunciavano una società ormai senza gioia.

Per saperne di più e meglio:

  • faenascafe.com

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