Il Dalai Lama verrà dall'esilio, ma Pechino vuole ultima parola

Il Dalai Lama verrà dall'esilio, ma Pechino vuole ultima parola

Dharamsala (India) – A Dharamsala, in India, centinaia di lama tibetani e tibetani in esilio hanno iniziato a votare per scegliere il nuovo leader politico che sostituirà il Dalai Lama. Circa 85mila tibetani, di cui 11mila residenti a Dharamsala, sono chiamati a scegliere tra tre candidati il nuovo primo ministro e alcuni nuovi membri del Parlamento. Le votazioni erano già previste, ma sono state anticipate dalle dimissioni del Dalai Lama, secondo cui i negoziati con la Cina sarebbero meno complicati se portati avanti da un altro leader tibetano, aggiungendo che nel 21esimo secolo è giusto che il capo venga eletto dal popolo e lo rappresenti. Calunniato come cospiratore dal governo cinese, il Dalai Lama non ha spiegato chiaramente la sua decisione di dimettersi, annunciata il 10 marzo, nell'anniversario della tentata rivolta del 1959 contro il governo Cinese sul Tibet, che l'ha costretto all'esilio. Il capolista Lobsang Sengey, della Harward Law School, nato e cresciuto in esilio, ha detto che il Tibet combatterà la Cina su due fronti. "Da una parte avremo il Dalai Lama, che ha legittimità storica e popolarità a livello globale. Dall'altra, abbiamo un governo democratico attivo in esilio. Stiamo facendo vedere alla Cina che, se i tibetani possono scegliere, sanno formare uno stabile governo democratico". Gli altri candidati alle elezioni sono Tenzin Namgyal Tethong, diplomatico che ha anche vissuto negli Stati Uniti, e Tashi Wangdi, che è stato il rappresentante del Dalai Lama a Bruxelles, New York e Nuova Delhi. Il Dalai Lama, che continuerà a essere il leader spirituale fino alla morte, ha detto che il suo successore arriverà dalla comunità esiliata e potrebbe anche essere una donna. La questione della successione è diventata molto importante nella comunità tibetana, per cui il Dalai Lama è il simbolo della sopravvivenza e della resistenza politica culturale. Il governo di Pechino insiste che la nuova reincarnazione del leader debba essere trovata nelle zone tibetane della Cina, chiarendo che intende avere l'ultima parola. Molti osservatori credono che alla fine ci saranno due Dalai Lama rivali, uno nominato da Pechino e uno riconosciuto dai monaci fedeli all'attuale Dalai Lama.

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