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La Ferrari festeggia a Shanghai il suo 999/mo cliente

Nella Cina del miracolo economico i ricchi e i supericchi si moltiplicano e la Ferrari ne approfitta. ”Nel 2010 abbiamo venduto 300 vetture con un aumento di quasi il 50% rispetto all’ anno precedente”, ha dichiarato all’ ANSA il Ceo della Casa di Maranello Amedeo Felisa. ”Se a queste aggiungiamo le vendita a Hong Kong e Taiwan, vediamo che la ‘Greater China’ e’ diventata per noi il quinto mercato del mondo”.

Felisa e’ a Shanghai per prendere parte ai festeggiamenti per il 999esimo cliente della ”rossa” in Cina, un traguardo raggiunto dalla Ferrari a una velocita’ veramente da Formula Uno, se si ricorda che e’ sbarcata in Cina nel 2004. Nei primi quattro anni ha venduto 500 vetture ai nuovi supericchi del Paese dalla crescita a due cifre. Altrettante sono state vendute, in una decisa accelerazione, nei due anni passati.

L’ acquirente della Ferrari numero 999 e’ un imprenditore di Shanghai, Johnson Zhang, che recentemente ha venduto la sua compagnia di biotecnologie a un colosso statunitense. Nel corso di una cerimonia di consegna della chiavi, Zhang ha precisato di aver acquistato oggi la sua ”prima” Ferrari. Poco piu’ di 40 anni, elegantemente vestito all’ occidentale, restio a fornire dettagli sul suo ”business”, Zhang e’ un degno rappresentante dei 383mila supericchi del Paese che, quando lui era in fasce, era dominato di Mao Zedong e dalle sue ”guardie rosse”.

Secondo un rapporto della rivista Forbes e della China Construction Bank sono supericchi gli individui con un patrimonio di almeno 10 milioni di yuan (1,5 milioni di dollari). Nel 2008, in seguito alla crisi finanziaria internazionale, il loro numero e’ diminuito, scendendo a 249mila dai 287mila del 2007. Poi, grazie anche alla politica monetaria fortemente espansiva del governo di Pechino, il trend ha ripreso a salire.

Per il 2011 gli osservatori si aspettano una nuova contrazione delle supericchezze a causa della nuova politica moderatamente restrittiva, varata alla fine dell’ anno scorso dal governo. Ma Felisa rimane ottimista: ”i nostri soci cinesi del Poly Group (una conglomerata legata alla famiglia dell’ iniziatore delle riforme economiche cinesi Deng Xiaoping) sono convinti che cresceremo ancora e io la penso nello stesso modo”, afferma il Ceo del Cavallino Rampante. Oggi la Ferrari ha una rete di dieci distributori nella Repubblica Popolare di Cina. ”Piu’ della meta’ delle vendite hanno avuto luogo a Guangzhou/Shenzhen (le due metropoli del sud industrializzato), Pechino e Shanghai”, precisa Felisa.

Il sud e’ la culla dell’ industria manifatturiera, dalla quale provengono buona parte dei supericchi (circa 80mila, secondo Forbes), mentre il 12,3% viene dalla finanza e l’11% dal settore immobiliare. ”Una importante caratteristica dei nostri clienti cinesi e’ che hanno tra i 30 ed i 40 anni, circa dieci anni in meno in media dei clienti americani ed europei”, aggiunge il Ceo. Ora, il progetto del Cavallino e’ di ”crescere di pari passo con l’ economia cinese”, a iniziare da quest’anno aprendo altri cinque punti vendita nelle metropoli emergenti dell’ ovest, come Kunming nella provincia dello Yunnan. ”Nel nostro mercato principale, il Nord America, ci abbiamo messo 50 anni ad arrivare alle 1.200 vetture. In Cina speriamo di fare molto piu’ presto”, conclude Felisa.

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