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Una santa italiana, suor Elena Aiello: povertà, sofferenza, miracoli

Madre Elena Aiello durante una sudorazione di sangue

ROMA – Mentre stavano affluendo a Roma le torme di pellegrini polacchi che avrebbero assistito alla beatificazione di papa Wojtyla con il suo strascico di polemiche, Benedetto XVI emetteva il decreto in cui fissava la data per un’altra cerimonia di beatificazione, quella di suor Elena Aiello, che si terrà il 14 settembre 2011. La cerimonia si svolgerà a Cosenza,  in Calabria, nella cui provincia suor Elena è nata e ha operato per tutta la sua vita, dove fondò le Suore Minime della Passione e aprì vari ospizi per vecchi, poveri e per orfanelle. Il Papa sarà rappresentato dal cardinale salesiano Angelo Amato, prefetto della Congregazione delle cause dei santi.

Sarà un evento di interesse molto locale ma se si vuole fare un confronto tra il papa polacco e la monaca italiana, quanto a santità la piccola e umile suor Elena vince di parecchie misure. Dei poveri laici non possono avere gli strumenti di discernimento che hanno gli esperti di santa madre Chiesa, eredi spirituali che mandarono in carcere Galileo. Tuttavia la vicenda di suor Elena Aiello è di quelle che spingono a commozione anche l’ateo più incallito.

Elena Aiello nasce a Montalto Uffugo (Cosenza) il 10 aprile 1895. Il padre, Pasquale, fa il sarto, la madre, Teresa, muore nel 1905, lasciando otto figli e tutti aiutavano il padre nel suo lavoro. Come racconta il sito Profezie “, Elena a quattro anni già ripeteva a memoria le formule del catechismo e a sei viene mandata dalle Suore del Preziosissimo Sangue, per frequentare le scuole elementari e naturalmente ricevette anche una intensa istruzione religiosa”.

Tracce di santità si trovano già nell’infanzia. Pare che fin da piccola, quando frequentava l’istituto delle Suore, dopo la preghiera esprimeva sempre il desiderio di voler assistere alla S. Messa, ma nell’Istituto non veniva celebrata ogni mattina e Elena quando poteva scappava nella vicina chiesa.

Passano gli anni, arriviamo alla prima guerra mondiale, periodo funestato anche dall’epidemia della spagnola, particolarmente virulenta in Calabria per le carenze in campo igienico e sanitario. Elena in quel periodo passava la sua giornata assistendo gli infermi, cosa che la portava, giovanissima, a vivere a stretto contatto con le suore dell’Istituto. E infatti, finita la guerra, il 18 agosto 1920 Eelena si fa monaca facendo il suo ingresso nell’Istituto delle Suore del Preziosissimo Sangue.

Ma, racconta ancora il sito Profezie, “la permanenza di Elena nell’Istituto non sarebbe durata molto. Un giorno la Madre Generale, mentre saliva le scale, da un finestrino la vide nella lavanderia distesa a terra. Subito venne sollevata e messa a letto. Si constatò che dall’omero sinistro fino al collo era tutto nero. Fu chiamato il medico che consigliò un intervento chirurgico. Ma si tardò ad operare, mentre insorgeva una febbre persistente. Le Suore decisero allora di farla operare dallo stesso medico della comunità, assumendo esse ogni responsabilità”.

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