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Usa, sempre più società pagano il cambio di sesso ai propri dipendenti

SAN FRANCISCO – Coca-Cola, Yahoo!, Walt Disney, General Motors, American Express, AT&T: sono queste alcune delle società americane che hanno deciso di coprire anche le spese sanitarie dei propri impiegati afflitti da disturbo dell’identità di genere e intenzionati a cambiare sesso, assecondando un trend sempre più in voga nelle multinazionali d’Oltreoceano.

Tali società, secondo il Daily Mail, aspirano ad avere un buon indice di giudizio, ovvero un rating del 100 per cento, nel Corporate Equality Index della Human Rights Campaign, la più grande associazione degli Stati Uniti per la difesa dei diritti dei gay, delle lesbiche e, appunto, dei transgender.

«Per riuscire a raggiungere tale obiettivo entro la pubblicazione dell’indice del prossimo autunno – spiega l’associazione – le varie compagnie dovranno essere in grado di offrire un piano assicurativo che copra almeno 75 mila dollari per l’operazione di cambio di sesso e le altre cure raccomandate dai medici del paziente».

Una spesa elevata, soprattutto in tempo di crisi, che le aziende hanno però accettato di sostenere non solo in nome dell’immagine, ma anche della propria competitività.

Non è la prima volta che società americane introducono la copertura delle spese sanitarie per cambiare sesso. La Wells-Fargo già da qualche anno ha incluso la ricostruzione dei genitali e l’aumento del seno tra le operazioni coperte dalla sua assicurazione sanitaria. Uno dei primi dipendenti a usufruirne, quattro anni fa, fu Gina Duncan, che oggi ha 55 anni e continua a lavorare con successo nella banca di San Francisco.

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