Boom povertà, in 2011 ospiti previsti centri Caritas Torino +190%

Boom povertà, in 2011 ospiti previsti centri Caritas Torino +190%

Torino – La povertà è un aumento: nel 2011 alla Caritas di Torino è previsto un afflusso in crescita del 190% rispetto al 2010. Lo ha reso noto oggi a una conferenza stampa il direttore, Pierluigi Dovis. Nei solo primi due mesi di quest'anno, ha spiegato, hanno bussato alla porta del centro di ascolto 318 persone, ovvero più della metà di tutti gli ospiti accolti nel 2010. Di questi 318, 245 sono new entry, ovvero il 77% del totale. Se questo trend dovesse confermarsi, salirebbero a 1600 le persone da assistere quest'anno. I disoccupati sono la parte preponderante: l'81%. Si tratta di persone non solo senza lavoro, ma anche in cassa integrazione e in mobilità. Tutti avanzano richieste di natura economica, ma i tre quarti hanno necessità legate al lavoro, anche quelli che l'hanno conservato. Al terzo posto ci sono le esigenze abitative, oltre il 30%, seguite dai problemi di natura sanitaria (intorno al 25%). Nel corso del 2011 la percentuale dei nuovi poveri sale fino al 45%. Stanno crescendo i numeri degli ospiti che arrivano dalla cintura di Torino: Moncalieri, Settimo, Poirino, Leinì, Caselle e Druento, fino a piccoli centri come Mezzenile o località in altre province come Bra. Il centro della Caritas Torino "Le due tuniche" fornisce accoglienza e ascolto a cittadini italiani (la Pastorale migranti invece è rivolta agli stranieri). "La situazione – commenta Dovis – è preoccupante. I poveri aumentano e gli interventi di welfare sono laragamente insufficienti a tutti i livelli e non solo di città di Torino, con cui dialoghiamo bene. Manca un piano strategico tra tutti gli attori per mettere in rete le risorse disponibili. Ci auguriamo un alto livello di responsabilità dagli enti pubblici, che i tagli non li faccia il governo da solo ma con gli operatori del territorio, che si taglino gli sprechi e si valorizzino i consorzi socio assistenziali. Siamo in vero debito d'ossigeno. Intervengano anche la Regione e le realtà dell'economia e della finanza".

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