Al Qaida paga i Kamikaze con soldi e mogli; altro che desiderio di paradiso!

Al Qaida paga i Kamikaze con soldi e mogli; altro che desiderio di paradiso!

Ideologia e denaro: il mix decisivo nel ‘tariffario’ del kamikaze in Iraq e Afghanistan emerge dai file di Wikileaks pubblicati nel 2010, nei quali trova spazio anche il “salario” del soldato inquadrato ‘nell’esercito della Jiihad’.

Il “salario ordinario” dal kamikaze targato al Qaida in Afghanistan era, nel 2006, di “50.000-100.000 dollari”, ma poteva arrivare fino a “un milione di dollari” in caso di obiettivi particolarmente difficili. Inoltre, un esperto di Ied, gli ordigni esplosivi artigianali che hanno causato il maggior numero di vittime tra i militari Isaf dall’inizio del conflitto, poteva addirittura “ricevere in regalo da Osama bin Laden in persona” una donna “in moglie”.

Si tratta comunque di cifre in linea con quanto offerto in passato da Saddam Hussein, che nel complesso sborso’ almeno 10 milioni di dollari per finanziare le famiglie dei militanti palestinesi uccisi – il tariffario era di 25.000 dollari ai kamikaze, 10.000 a chi era morto in scontri con gli israeliani – o da Hezbollah, che secondo fonti israeliane nel 2005 aumento’ da 25.000 a 100.000 dollari la ‘ricompensa’ per un attentato suicida.

Non solo: nel 2003 al Qaida avrebbe finanziato gli attentati suicidi di Istanbul contro obiettivi ebraici ed inglesi, ma ”50 mila dollari” arrivarono “dall’Europa e 100 mila dall’Iran”, testimonio’ uno degli imputati nel processo per gli attacchi contro due sinagoghe, il consolato britannico e la banca inglese Hsbc che causarono 61 morti (tra cui 4 kamikaze) e circa 650 feriti.

In un dispaccio militare Usa del 16 agosto 2006 dall’Afghanistan, si legge che Osama bin Laden e i vertici dei talebani tra cui l’inafferrabile mullah Omar si incontravano a Quetta in Pakistan, “una volta al mese”, per coordinare gli attacchi kamikaze in Afghanistan: gli americani scrivono che “sei kamikaze, tra i quali un cinese, hanno ricevuto 50.000 dollari a testa” per compiere attacchi suicidi nel nord dell’Afghanistan. Ai terroristi “stranieri” e’ stato “garantito che le loro famiglie saranno prese in cura”.

Poi si nota che “i prezzi per gli attacchi suicidi variano rispetto alla difficolta’ dell’impresa e all’obiettivo. E’ piu’ costoso colpire un comandante che un impiegato di una Ong”, tanto che “l’attentatore che doveva uccidere Dostum (Abdul Rashid Dostum, il signore della guerra uzbeko del Nord, ndr) a marzo 2006”, e’ stato pagato “un milione di dollari”. Il “salario ordinario del kamikaze e’ tra i 50 e i 100.000 dollari”, elemento che “lascia pensare”, scrivono i militari americani, che i sei stranieri oggetto del rapporto “abbiano obiettivi di basso livello o facilmente accessibili”. E si parlo’ di attentato ”a basso costo” quando, il 17 settembre 2009 a Kabul, sei paracadutisti della Folgore vennero uccisi in un attentato suicida che nel complesso causo’ la morte di 20 civili e il ferimento di altri 60 .

All’epoca emerse che il tariffario del “talebano ordinario”, il ‘soldato jihadista’, e’ di ‘300-600 dollari al mese”, all’incirca lo stesso salario che nel 2004, dicono i file di Julian Assange, prendevano i membri dell’esercito del Mahdi per combattere nell’Iraq meridionale, quindi presumibilmente anche a Nassiriya contro gli italiani.

In Afghanistan, nel 2009, un medico guadagnava da un minimo di 140 dollari ad un massimo di 160, un professore tra i 65 e i 70, un lavoratore comune tra i 50 e i 60, secondo i dati forniti dal comando del contingente italiano. In Iraq invece, tra il 2004 e il 2006, emerge dai file di Wikileaks, la gran parte delle manifestazioni aveva un solo slogan, “pagateci lo stipendio”, che in molti casi non arrivava da mesi.

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