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Vino in eco-bottiglie di carta… “e le cene romantiche?”

Dati allarmanti per la popolazione britannica: entro i prossimi sette anni le previsioni dichiarano che il paese non avrà più terreni a disposizione da adibire a discariche.

Dopo queste dichiarazioni inquietanti l’Inghilterra si è data da fare e, anche se probabilmente il giorno di San Valentino non sarà più lo stesso, Cupido deve essere pronto a fare un passo indietro ed accettare il fatto che la nuova bottiglia di vino realizzata interamente in carta bio-degradabile (e pronta ad essere immessa sul mercato) non aiuterà sicuramente le cene romantiche, ma l’eco-sistema si.

Effettivamente le differenze si notano: il peso della nuova bottiglia di carta è di soli 55 grammi rispetto i 500 che può arrivare a pesare una bottiglia di vetro; questo diminuirà in maniera consistente i costi di spedizione. La bottiglia di carta può essere inserita nel composter e riesce a degradarsi in poche settimane. Inoltre, l’emissione di anidride carbonica per il nuovo contenitore arriva solo al 10% di quella della classica bottiglia di vetro.

Nasi  storti per gli enofili, i quali vengono subito rassicurati da Martin Myerscough -imprenditore inventore del prodotto- che spiega come la nuova bottiglia di carta contenga al suo interno un involucro di plastica -riciclabile- che ha il compito di conservare al meglio la bevanda. Spiega inoltre come la nuova bottiglia conserverà la stessa identica forma della bottiglia in vetro, in modo tale da non turbare eccessivamente il pubblico “Avremmo potuto spingerci oltre, ma abbiamo inventato un nuovo concetto e non è nostra intenzione spaventare il pubblico. Se vogliamo convincere il consumatore a modificare le sue abitudini, occorre invogliarlo gradualmente” dice.

Via libera dunque al nuovo prodotto? Non è molto convinto Adam Lechmere, editore della rivista “Decanter”, che dichiara “La presentazione del vino è di importanza cruciale, qui entriamo in un terreno profondamente arcano. Ai consumatori non importa tanto se il loro vino rispetti l’ambiente oppure no, non è sullo stesso piano ella carne e delle verdure. Non siamo ancora pronti a fare con il vino quello che faremmo per il pollo e la sua filiera”.

Spiega Roberto Perrone su il “Corriere della Sera”: “Mettiamo che aspettate “qualcuno” con la luce rossa e una sensazione di leggera follia e poi estraete dal secchiello una bottiglia di Champagne (meglio una bollicina italiana) ghiacciato in una bottiglia di carta. Non andrete lontano. Lunga vita al vetro, al tappo che fa “sgnap” e all’emozione che provoca.”

Che il dibattito tra ambientalisti e tradizionalisti abbia inizio.

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