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Polenta e gnocchi nella dieta? Si, ma…

ROMA – Gnocchi e polenta in una dieta? Certo, a patto che non siano conditi troppo.  Una valida alternativa alla pasta e al riso, per i quali le linee guida italiane per una sana alimentazione prevedono un consumo giornaliero. Anzi, secondo uno studio pubblicato su Nutrition Reviews, gli gnocchi offrono un vantaggio in più.

“Mettendo a confronto alcuni alimenti della tradizione mediterranea, e cioè pane e pizza, con altri come gli gnocchi e con la pasta, si è visto che questi ultimi due hanno un indice glicemico più basso- spiega Gabriele Riccardi, presidente della Società italiana di diabetologia e coautore dello studio – Questo significa che, a parità di apporto in carboidrati, comportano un incremento del livello di glucosio assai più contenuto, e questo li rende una scelta più idonea specie per chi ha il diabete e deve tenere sotto controllo la glicemia anche dopo i pasti. Nel caso degli gnocchi questa caratteristica è dovuta alla combinazione dell’amido contenuto nelle patate con quello presente nella farina di frumento che ne rende molto compatta la struttura e ne rallenta la digestione. Naturalmente, pane, pizza, polenta, riso bianco, con un indice glicemico più alto, non sono da demonizzare, ma andrebbero mangiati in porzioni più contenute”.

Infatti, se per una porzione media (pari a 170-180 g) di gnocchi l’apporto energetico oscilla fra le 240 e 290 kcal (80 g di pasta, o di farina di mais ne apportano circa 280), spesso il vantaggio della loro magrezza viene perso per la esagerata quantità di grassi con cui si condiscono.

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