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Russia: neonata uccisa dalla vodka, altra bimba arsa viva nel camino

MOSCA – Una bimba di due mesi morta a causa della vodka somministratagli dal padre per calmarla, un’altra di otto mesi gettata nel camino e bruciata viva: sono due dei drammi del mondo infantile venuti alla ribalta della cronaca in Russia, dove ogni anno circa 100 mila bambini sono vittime di violenze, secondo l’Unicef.

La prima tragedia, informa l’agenzia Interfax, si è consumata in un villaggio della regione di Sverdlosk, sugli Urali, dove la polizia ha trovato il corpo senza vita della neonata dopo essere stata allertata da un medico su richiesta dei genitori. Quest’ultimi, inizialmente, avevano sostenuto di non sapere la causa della morte, ma dopo l’apertura dell’inchiesta il padre ha confessato di essere rimasto solo con la piccola e di averle dato un cucchiaino di vodka perchè piangeva e non si addormentava. Un rimedio, ha aggiunto, che gli sarebbe stato suggerito dalla sua defunta madre. L’autopsia ha accertato che la bimba è deceduta per intossicazione da alcol: nel suo sangue c’era una percentuale dello 0,5 per mille.

La seconda tragedia, riferisce l’agenzia Ria Novosti, è avvenuta invece in un villaggio della regione siberiana di Krasnoiarsk: una donna di 34 anni, Elena Sericeva, è stata condannata a 16 anni per aver bruciata viva in un camino la figlia di otto mesi, lo scorso aprile. Rimasta sola in casa con i tre figli dopo aver litigato con marito e suocera, aveva cominciato a bere, dapprima picchiando il figlio di due anni e poi sbarazzandosi nelle fiamme della piccina che piangeva. La perizia psichiatrica ha stabilito che la donna era perfettamente in grado di intendere e volere al momento del fatto.

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