Cinisello Balsamo. Antonio Giordano, prime ammissioni per la prostituta seviziata e uccisa

Cinisello Balsamo. Antonio Giordano, prime ammissioni per la prostituta seviziata e uccisa

MONZA 28 MAG Antonio Giord – MONZA, 28 MAG – Antonio Giordano, l'uomo fermato
mercoledi' scorso dopo il ritrovamento nel suo garage a
Cinisello Balsamo, nel milanese, del cadavere di una donna
seviziata e uccisa, ha rotto il mutismo che aveva opposto agli
investigatori nei primi interrogatori. Il muratore 44enne, a
quanto si e' appreso, ha infatti iniziato a collaborare,
sostituendo ai ''preferisco non rispondere'' alcune prime
ammissioni parziali di responsabilita' sul terribile omicidio
della prostituta romena trovata incaprettata con del filo
elettrico in un box trasformato in pied-a-terre.
Ascoltato stamani in carcere dal gip di Monza Maria Rosaria
Correra, l'uomo, separato e con due figli, e' apparso provato ma
lucido (tanto che il gip non ha disposto una perizia
psichiatrica) e ha giustificato l'atteggiamento di chiusura dei
giorni scorsi con lo shock dovuto al suo arresto da parte dei
carabinieri. Fermo che e' stato oggi convalidato dal gip che ha
disposto la sua permanenza nel carcere brianzolo con l'accusa di
omicidio volontario. Un'accusa che potrebbe aggravarsi nelle
prossime ore, non appena inizieranno ad arrivare i risultati
dell'esame autoptico sul corpo della vittima e delle altre
perizie disposte dagli investigatori.
I primi risultati dell'autopsia, eseguita questa mattina
all'Istituto di medicina legale di Milano, non avrebbero pero'
chiarito del tutto la causa del decesso e si aspettano gli esiti
di esami piu' approfonditi. Il corpo non presenterebbe tracce
evidenti di tortura, al di la' dei segni su polsi, caviglie e
collo lasciati dal cavo elettrico con cui la donna e' stata
rinvenuta legata. E' questione di ore, assicurano gli
investigatori, anche per l'identificazione con certezza della
vittima. La prostituta romena non ha infatti ancora un nome e un
cognome. Il documento che e' stato ritrovato nel garage di
vicolo Villa Rachele – trasformato da Giordano in un
pied-a-terre con tenda e separe' in legno per assicurarsi di
tenere lontani occhi curiosi, letto, tv e una piccola videoteca
pornografica – non e' detto che contenga le vere generalita'
della donna trovata incaprettata ed e' inoltre privo di foto.
Intanto proseguono le indagini e vengono passate in rassegna
le dichiarazioni di vicini e conoscenti, nella speranza di poter
individuare eventuali altri frequentatori del box in cui e'
avvenuto il macabro ritrovamento. Ma Giordano aveva a
disposizione anche un altro garage, nella vicina Sesto San
Giovanni. Affittato dal muratore, anche quest'ulteriore locale
e' stato sequestrato e setacciato per trovare nuovi elementi di
indagine.
Sembra pero' ancora presto per dire se l'uomo sia un serial
killer, un maniaco o un 'semplice' appassionato di giochi
erotici estremi a cui e' scappata la mano. Ma se nessuna pista
viene ancora scartata o tralasciata, trapela che Giordano non
era nuovo a richieste sempre piu' violente e pericolose fatte a
prostitute che abbordava per strada nella zona tra Sesto e
Cinisello. Una convinzione che non si basa solo sulla
testimonianza della lucciola ghanese sfuggita la notte del 21
maggio a Giordano e che ha guidato i carabinieri fino a quel
'garage degli orrori' nascosto in una selva di palazzoni in uno
spicchio di hinterland milanese. .

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