Caso Ruby, difesa Minetti: Una tra tante, non tenutaria bordello

Caso Ruby, difesa Minetti: Una tra tante, non tenutaria bordello

Milano – Nicole Minetti non aveva una funzione di tenutaria del "bordello" organizzato per animare le feste del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, ma era una delle tante giovani ospiti. Lo ha detto l'avvocato Piermaria Corso, che difende con il collega Paolo Righi la consigliera regionale Pdl, accusata di induzione e favoreggiamnto della pristituzione anche minorile. "Nicole Minetti – ha spiegato il legale al termine dell'udienza preliminare – e' stata solo una delle 32 ragazze indicate dalla procura come ospiti a Villa San Martino".

"Come le altre anche lei ha avuto una sua storia personale" con Silvio Berlusconi "con momenti in cui era in auge a altri in cui lo era meno". "Leggendo gli atti di indagine – aggiunge il legale – è evidente che chi prima, chi dopo, ma quasi tutte le ragazze hanno avuto un momento in cui erano le 'favorite'". Quanto al suo inserimento nel listino bloccato di roberto Formigoni per le elezioni alla Regione Lombardia, che le ha garantito un posto in Consiglio "questo non è certo un reato – dice ancora Corso – ma semmai è colpa del sistema elettorale".

Secondo il legale "dalle intercettazioni emerge che ciascuna delle ragazze si organizzava in proprio" per partecipare alle serate ad Arcore. Nella casa del premier "c'era un'atmosfera che una teste – ricorada il legale – ha definito da night club". La difesa della Minetti ha chiesto il non luogo a procedere per entrambi i capi di imputazione perchè il fatto non sussiste.

Secondo l'avvocato Piermaria Corso, non era la consigliera regionale Nicole Minetti a gestire gli appartamenti delle ragazze in via Olgettina, "ma la gestione era affidata al ragionier Spinelli, soggetto tra l'altro non indagato". Anzi, per la consigliera regionale "si trattava solo di una rogna". Minetti, ha proseguito il difensore, "ha svolto un ruolo di condomina e anche dalle intercettazioni è emerso che non c'era proprio alcuna organizzazione". La consigliera regionale era semplicemente legata al presidende del Consiglio da "un rapporto affettuoso". "E' come una ruota – ha proseguito il legale – lei ha avuto una sua storia (con Silvio Berlusconi ndr), un momento in cui è stata in auge", poi è stata sostituita da altre ragazze. La difesa della Minetti ha anche chiesto la nullità dell'atto di conclusione delle indagini e della richiesta di rinvio a giudizio, perchè nel fascicolo ci sono alcuni atti omissati. In particolare, ha spiegato l'avvocato Pier Maria Corso, ci sono due verbali del 3 agosto 2010 che sono incompleti e oltre 17 intercettazioni "completamente oscurate". E poiché, aggiungono i difensori, "ai legali di Silvio Berlusconi gli atti sono stati trasmessi senza omissis è evidente che non ci sono più ragioni processuali per tenere il segreto. L'incompletezza del fascicolo diventa così una violazione del diritto di difesa".

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