Afghanistan: donna violentata e accusata di adulterio viene graziata

Gul_Naz_e_figlia

In Afghanistan funziona così. Sei sei una giovane donna sposata e vieni violentata, vieni anche accusata di adulterio e finisci in carcere. È quello che è successo alla giovane Gul Naz, condannata inizialmente a due anni di carcere che poi sono diventati 12 con l’accusa di adulterio.

Secondo la legge islamica radicale la donna violentata è responsabile in prima persona, visto che se fosse rimasta a casa o avesse avitato di atteggiarsi in maniera provocante di certo non sarebbe successo nulla.

Ieri la Bbc ha riferito che il presidente afgano, Hamid Karzai, ha concesso la grazia alla giovane donna. Ma, ovviamente, in Afghanistan la libertà un questi casi ha un prezzo. Il presidente ha infatti sottolineato che, se vorrà tornare libera, Gulnaz dovrà subire un’altra violenza: quella di sposare il suo carnefice. Si legge sul New York Time: “Una soluzione che ha gravissimi rischi per Gul Naz, perché l’uomo potrebbe essere così umiliato da uccidere il suo accusatore, o abusarla nuovamente”. Questo, sempre in ossequio alla legge islamica, che prevede il disonore per le donne violentate, che perdono qualsiasi dignità e sono quindi nuovamente aggredibili.

Oltre 5.500 persone hanno firmato una petizione chiedendo al capo dello Stato afgano di graziare Gulnaz, 20 anni, che, nove mesi dopo essere stata stuprata dal marito della cugina, ha dato alla luce una bambina in una cella del carcere di Kabul dove sta scontando la pena. “Speriamo che giustizia sia fatta”, aveva detto Heather Barr, ricercatore afgano dell’organizzazione “Human Rights Watch”.

Nei giorni scorsi, in un’intervista alla Cnn, la giovane si era detta disponibile a sposare il suo aggressore per permettere “alla figlia di continuare ad avere una madre”.

Potrebbero interessarti anche...