Come vincere lo stress e cominciare a vivere

Come vincere lo stress e cominciare a vivere

Una cosa alla volta, un granello alla volta. Quando ci si alza la mattina ci sono migliaia di compiti da fare, se non cerchiamo di farli passare come i granelli di sabbia in una clessidra, il nostro organismo lo manderemo presto in tilt.


Quindi vivere un granello alla volta,altrimenti si rischia la sensazione inaudita di caos bestiale nel nostro cervello. Miss Shield, un’insegnante degli anni ’30, nel Michigan, si ridusse alla disperazione prima di imparare a vivere in questo modo: con calma, senza quel senso di paradossale velocità nel cuore e difatti non riuscendo spesso in compiti anche banali, talvolta, entrava in crisi. Da queste crisi era un entrarne ed uscirne continuo. La signorina Shield si alzava tutte le mattine col terrore immane di dover affrontare la giornata e andava in solerti crisi d’angoscia. Addirittura raccontò ad un giornalista che la intervistò che ciò che la tratteneva dal suicidio era solo il timore di dare un dolore troppo forte ad i suoi familiari ed il non aver denaro sufficiente per pagarsi i funerali. Un giorno – racconta – lei – lesse una frase su un libro: “Ogni giorno per il saggio è una vita nuova”. Da lì un click le scattò dentro, come un muro di cemento buttò via questo passato e cominciò quasi un’altra vita, imparò a dimenticare i giorni trascorsi e a non pensare a quelli futuri. Sembrano parole con sapore di modernità queste. Eppure le ha scritte il poeta Orazio,trent’anni prima della nascita di Cristo. Disse Dante: “Pensa che l’alba di questo giorno non servirà mai più”. La vita scivola via velocissima,viaggiamo nello spazio a 36km/sec. L’oggi è la cosa più preziosa che abbiamo ed è sicuro l’oggi. Questa è la filosofia anche di Lowell Thomas ed altri autori. Non c’è una ricetta bell’è pronta per risolvere ansia e stress. Ci fu il metodo, però, adottato da un ingegnere americano. Gli subentrarono molte paure quando il suo lavoro cominciò a diventare più importante e carico di responsabilità. Il suo stomaco e l’intestino andarono sottosopra,faceva frequenti indagini mediche che riportavano sempre il segno della stessa diagnosi: somatizzava,erano tutte somatizzazioni le sue,aveva frequenti insonnie, accompagnate da brutti sogni. Analizzò la sua situazione e cercò di immaginare cosa gli sarebbe successo nella peggiore delle ipotesi,cioè se avesse fallito.Riuscì ad accettarlo quel “peggio” che sentiva e a quel peggio si dedicò anima e corpo a migliorarlo. L’ ingegnere americano cominciò ad analizzare la sua vita interiore, è impossibile concentrarsi quando qualcosa ci tormenta. Non si può far altro che affrontare il peggio e le sue conseguenze. Solo così siamo in grado di sottrarci all’influsso dei pensieri negativi,utilizzando questi strumenti interiori per parlare alla nostra anima,al nostro Io,talvolta così frammentato. Il professor William James,padre della psicologia applicata,se fosse ancora in vita,avrebbe approvato questa formula. Perchè parlava così ai suoi allievi: “Rassegnatevi-diceva-fatevi una ragione di ciò che vi accade,è il primo passo per superare le conseguenze di qualsiasi disgrazia.”L’ansia può procurare, tra l’altro, disturbi fisici, organici, può condannarci su una sedia a rotelle, con reumatismi e disturbi artritici. Incredibile ma può procurare anche disturbi ai denti, l’angoscia può turbare l’equilibrio calcico dell’organismo e provocare, di conseguenza, la carie dentaria. Anche l’ipertiroidismo crea ansia perché la ghiandola tiroidea è andata fuori fase. Fa accelerare i battiti del cuore ed infine altera i lineamenti,indurisce le mascelle e solca il volto di rughe. La carnagione nell’ansioso si rovina. Nell’ultima guerra, più di 300.000 americani morirono in combattimento, ma allo stesso tempo i disturbi cardiaci uccisero due milioni di civili e di questi un milione provocati da ansia e da una vita troppo intensa. L’ansia è paragonabile ad una goccia che continua a cadere senza pietà, e questo tremendo supplizio porta spesso all’esasperazione che si conclude nella pazzia e quindi l’internamento in centri di igiene mentale. Un gruppo di psichiatri raccontarono un caso di una anziana signora, dapprima allucinata dalla diagnosi di cancro che le venne fatta, quindi i suoi lunghi mesi di pianti disperati. Poi, ad un certo punto, non versò più nemmeno una lacrima. Cominciare ad attuare lo sforzo del “sorridere”. Il sorriso,è noto, aiuta l’organismo a reagire al male,lo mette in una situazione di benessere. Il sorriso aiuta l’organismo a reagire al male, mette in circuito endorfine positive, butta via ogni briciola d’ansia, ogni picco d’angoscia. Non è il guaritore coraggioso che lenisce ansia, il sorriso è solo un picco di tanti spaccati che possono essere attualizzati. L’aggregazione giovanile, il non isolamento esterno dagli altri crea anche un mettere in gioco le proprie potenzialità, dà fiducia al soggetto, crea vincitori e non soggetti già spenti magari anche solo a 15 anni. Chi non sa vincere un certo percorso d’ansia finisce spesso verso la morte. E’ necessario buttare via le preoccupazioni, lo stress istillatosi da tempo nel nostro cervello,è necessario rispondere allo stress con motivazioni gioiose, con fare tranquillo e serenità d’animo.


Vincere lo stress vuol dire vivere un bel pezzetto di vita senza laconismi,lasciando in disparte malinconie sfrontate, porre la risata-benessere in prima linea. Ridere è anche una delle possibilità per riuscire a far passare l’ansia,senza amplificare la cosa, ma la risata può essere un’ottima sanatrice contro l’angoscia e non crea più stress.

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