Keith Carradine racconta Altman: “Era un gran cannaiolo”

LOS ANGELES – L’attore Keith Carradine, intervistato da La Stampa, ricorda le sue esperienze lavorative con il regista Robert Altman. I due hanno cominciato a lavorare insieme nel film “I compari” (1971). Poi Carradine è stato Bowie, il rapinatore di banche nel suo secondo film con Altman, “Gang”, ambientato durante la Grande Depressione. In “Nashville” (1975), la loro terza e ultima collaborazione, Altman affida a Carradine il ruolo di Tom, cantante folk e seduttore compulsivo disgustato da se stesso.

Carradine si è scritto le canzoni del film, tra cui la fortunata “I’m Easy”, premiata con l’Oscar. Figlio del caratterista John Carradine e fratello degli attori Robert Carradine e David Carradine, Keith oggi ha 62 anni.

“Stavo lavorando con l’agente di mio fratello David, e lui mi aveva accennato a un film che doveva dirigere Altman. “M.A.S.H.” era stato il film dell’anno prima. In “I compari”, c’era una parte da giovane cowboy. Organizzarono un incontro nello studio di Bob. Allora portavo i capelli belli lunghi; avevo appena fatto “Hair” a Broadway e per “Quattro tocchi di campana” mi avevano chiesto di non tagliarli. Lui indossava un accappatoio di spugna beige, con sotto una maglietta bianca, e stava aprendo un pacco marrone”.

“Mi guardò e: Ciao. Ho appena ricevuto questo pacco dalla Colombia. Era il 1970, ok?, e lui stava scartando un pacco dalla Colombia! Ho subito pensato che fosse un chilo di erba. Era un famoso cannaiolo. Alla fine viene fuori che era stato al Cartagena Film Festival e che aveva comprato un pezzo di arte precolombiana: ecco cosa c’era nel pacco”.

“Mi dice: Stiamo facendo questo western e c’è questa parte, vuoi farlo? Sì. Ecco com’è andata. Non ho mai brillato ai provini. Sono un bravo attore ma in quelle circostanze non me la cavo granché bene. Invece con Bob sono entrato in quella stanza e lui mi ha scritturato perché scritturava l’essenza. Ecco cosa cercava. Era così perspicace, gli bastava guardare un attore per trenta secondi per capire chi era e cosa sarebbe diventato. Mi ha guardato e ha visto un ragazzino immaturo poco più che ventenne, che ovviamente era un innocente, ed era esattamente quel che voleva per quel ruolo: una vittima”.

 

 

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