David Lynch tra musica, teatro e pittura: “Dirò addio al mondo del cinema”

LOS ANGELES – Regista, compositore, pittore, scrittore. David Lynch. 65 anni, è sicuramente un artista a tutto campo. L’ultimo suo lavoro è l’album “Crazy Clown Time”. E’ un mix di rock ed elettronica dove si trovano “echi dell’universo enigmatico e affascinante”, spiega il  regista di “Mulholland Drive”. ”Non ho veramente deciso, è arrivato e basta”, ha detto Lynch al magazine francese “Les Inrockuptibles”.

“Crazy Clown Time”, registrato con l’ingegnere del suono Dean Hurley, è scritto e prodotto da Lynch che nell’album suona anche la chitarra e canta. Lynch descrive l’album come un ”blues moderno”. La sua voce è per la maggior parte del tempo distorta dal computer. “Pinky’s Dream”, il brano che apre l’album, interpretato da Karen O, la cantante di “Yeah Yeah Yeahs”, è stato definito come il racconto ”dell’orrore e della tristezza di perdere qualcuno in altre dimensioni”.

La passione del regista per la musica ha sempre avuto una grande importanza nei suoi film, dal primo lungometraggio “La mente che cancella” (1977), che comprende una canzone che Lynch aveva scritto con Peter Ivers, al più rcente “L’impero della mente” (2006), ultimo lungometraggio da regista, per cui ha scritto più testi.

Lynch ha anche spesso collaborato con musicisti come il compositore Angelo Badalamenti per “Twin Peaks” e il pianista polacco Marek Zebrowski. Negli anni ’90 il regista si era fatto costruire uno studio di registrazione. Quattro anni fa ha fondato la David Lynch Music Company e nel 2010 ha trasformato il suo sito internet in un archivio digitale che contiene tutta la musica pubblicata dalla società, singoli inediti ed esperimenti di Lynch e dei suoi collaboratori.

Ma come detto in precedenza Lynch non è tipo da fossilizzarsi soltanto su un tipo di arte. E così, dopo la sua mostra di quadri, le pubblicità, l’apertura di un locale notturno a Parigi e appunto il suo esordio musicale, il regista, che sembra intenzionato anche a lasciare il mondo del cinema perchè “rovinato dal Web”, ha in mente anche un tuffo nel mondo del teatro.

”Quando deciderò di fare la regia di un’opera lirica, vorrei proprio farla in questo teatro”, è il desiderio espresso da Lynch al sovrintendente Rita Gari Cinquegrana, nel corso di una visita informale dell’artista statunitense al teatro massimo Vincenzo Bellini di Catania. David Lynch, che nei giorni scorsi è stato a Catania per presentare un’opera benefica in collaborazione con l’amministrazione comunale, ha voluto visitare il Bellini del quale aveva sentito parlare e che gli era stato descritto come tra i più bei teatri d’opera in Italia.

 

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