Scendono in campo i No Tav di Berlusconi

Scendono in campo i No Tav di Berlusconi

La conferenza dei servizi che dovrebbe approvare il progetto preliminare della tratta internazionale della Torino-Lione si apre con una sorpresa: il no del comune di Susa. Il sindaco del Pdl Gemma Amprino ha illustrato i contenuti della delibera che giudica «inaccettabile, insalubre, complessa, inutile, diseconomica la movimentazione dei materiali di scavo» e l’organizzazione del cantiere. Amprino spiega che non si «tratta di un rifiuto ideologico perché noi, a differenza di altri, giudichiamo positivamente la Tav e la realizzazione della stazione internazionale a Susa ma l’effetto di anni e anni di cantiere sulla nostra città è davvero devastante».

I problemi maggiori sono legati alle 7 milioni di metri cubi estratti e dal loro trasporto che «provoca problemi legati alle polveri, all’inquinamento e al rumore con impatto negativo sulla popolazione, sull’ambiente e sul patrimonio storico artistico della città», spiega il sindaco. Susa, insomma, pretende da Ltf, la Lyon Turin Ferroviarie, di modificare il progetto e chiede al governo di riconoscere alla città un regime fiscale agevolato per i residenti e le imprese con la zona franca. La delibera approvata dalla Giunta, adesso, dovrà essere approvata in Consiglio comunale dove l’opposizione annuncia battaglia: «L’atteggiamento altalenante del sindaco – spiega Giorgio Montabone – ha scaricato sul nostro territorio una serie di criticità superiori a quella di altri comuni». Le richieste di Amprino, comunque, trovano una sponda in Regione: «Terremo nella debita considerazione le segnalazioni del sindaco di Susa: il cantiere deve essere subito inserito in una progettazione di territorio di ampio respiro», promette l’assessore alle Infrastrutture, Barbara Bonino. E il presidente dell’Osservatorio, Mario Virano, aggiunge: «Abbiamo chiesto a Ltf di rifare il piano di gestione dei cantieri e a breve presenteremo le nuove soluzioni».

Intanto il consiglio comunale di Villardora ha aderito alla manifestazione contro la Tav con una piattaforma autonoma e il sindaco Carena che punta alla nascita di un terzo polo moderato al di là di sì o no Tav. Alla marcia di sabato ci sarà anche la Coldiretti: «Siamo preoccupati – spiega il presidente Riccardo Chiabrando – per l’impatto che la Tav potrebbe avere sul consumo dei terreni e sulla vocazione agricola dell’intera valle».

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