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Cota: "Il Piemonte sarà un laboratorio di Federalismo"

Il governatore piemontese: nella Sanità applicheremo subito i costi standard

Prove di federalismo in Piemonte. Nel giorno in cui il Consiglio dei Ministri ha approvato lo schema di decreto legislativo sul federalismo fiscale di regioni e province, e sui costi standard per la sanità, Roberto Cota rilancia: «Anticiperemo il modello dei costi standard, comincerò dalla mia Regione». Dove per «costi standard» si intende il rispetto di parametri che rendono omogenee le spese di forniture e prestazioni. In primis quelle del comparto sanitario: «Senza un freno agli sprechi questo settore, che oggi cuba l’80% del bilancio, salirà al 90. Dovremo portare i libri in tribunale o saremo costretti a tagliare i servizi. Non ci penso nemmeno».

Applausi. L’annuncio arriva nel primo giorno della Festa regionale del Pdl in piazza Vittorio, inaugurata da Enzo Ghigo e Agostino Ghiglia – assente Denis Verdini, il coordinatore nazionale – con un dibattitone al quale hanno partecipato il ministro Fitto (Affari Regionali), il Governatore della Lombardia Formigoni, Augusto Rollandin, presidente della Regione Valle d’Aosta, il vicepresidente dell’Anci Osvaldo Napoli, Valerio Cattaneo e Luca Pedrale, presidente del Consiglio regionale e capogruppo Pdl. Indovinate il tema.

Entusiasta Cota, che nella riforma federale vede la risposta anche al problema occupazionale: «Potremo tagliare l’Irap alle imprese che si impegnano ad assumere». Di rigore l’affondo contro gli sprechi della sinistra, le vicissitudini giudiziare di Giuliano Soria e la parcella di Massimiliano Fuksas per il grattacielo della Regione. Meno scontato il ringraziamento «per il sostegno che ho ottenuto dagli uomini e dalle donne del Pdl», oltre che a Ghigo e a Ghiglia: «Siamo una squadra». Un atto di bon ton verso i padroni di casa, e al tempo stesso un modo per sgomberare il campo dai timori di chi – tra gli azzurri – vive con inquietudine il protagonismo della Lega.

E Formigoni? Anche «Il Celeste» plaude al federalismo, a patto di sostanziarlo passando dalla teoria alla pratica: «L’entusiasmo ci sta, così pure la consapevolezza dei problemi. Il governo ha definito l’impianto, ora bisogna rempirlo di numeri». E di logica: prevedendo sanzioni per gli amministratori non virtuosi, «ma anche per i ministri che non rispettano i conti pubblici», e premiando gli enti virtuosi. Proprio Come la Lombardia.

Il record della concretezza è stato raggiunto da Osvaldo Napoli, che ha esordito con un invito perentorio al suo partito in vista delle elezioni comunali: «Sono fondamentali. Per questo dobbiamo scegliere come candidati persone oneste e presenti sul territorio, a prescindere dalle appartenenze politiche. Se cominciamo a dire “questo tocca a me, quello tocca a te”, perderemo». Il messaggio è duplice: la Festa del Pdl non deve limitarsi a un ruolo autocelebrativo, proponendosi come occasione per scaldare i motori in vista delle comunali; nella partita delle candidature Pdl e Lega non devono usare il Manuale Cencelli ma puntare su chi è davvero in grado si sparigliare.

Patti chiari anche sul federalismo: «Senza i Comuni non esiste»; «guai a cadere dal centralismo statale a quello regionale… lo dice anche Chiamparino»; «molte amministrazioni virtuose rischiano di sforare il Patto di stabilità perchè mancano i trasferimenti di Regioni e Province». Non ultimo, «ok alla riforma se nella fase transitoria non ci sono vuoti di riferimento». Oggi si replica con un’altra infornata di pezzi grossi: Bondi, Sacconi, Ronchi, Cicchitto, Quagliariello, Boniver.