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Una pillola per stimolare il desiderio sessuale nelle donne, ma con molti interrogativi

La professoressa Leonore Tiefer è contraria alla campagna di Boheringer

Sin da quando il Viagra ebbe un successo travolgente a partire dal 1988, l’industria farmaceutica ha cercato di trovare una pillola simile per le donne.

Ora un gigante farmaceutico tedesco, Boheringer Ingelheim, dice di averla trovata e sta cercando di convincere la Food and Drug Administration (FDA) che il medicinale può contribuire a ripristinare il desiderio di sesso nelle donne, a quanto riferisce il New York Times. Gli sforzi della Boheringer hanno suscitato un dibattito su cosa rappresenta un normale livello di desiderio sessuale tra le donne, mentre i critici affermano che la casa farmaceutica sta cercando di trasformare un basso livello di libido in una patologia medica.

Mercoledi un rapporto interno della FDA ha consigliato di non approvare il farmaco, affermando che la Boheringer non è riuscita a dimostrare che i benefici della pillola giornaliera superano gli effetti collaterali, quali capogiri, nausea e senso di stanchezza.

Il rapporto interno è giunto prima della riunione venerdi di una commissione di esperti della FDA che devono votare se l’agenzia dovrebbe approvare la pillola, che sarebbe il primo farmaco diretto specificamente alle donne pre-menopausa che hanno un basso livello di desiderio sessuale.

Alcuni analisti calcolano che se il farmaco fosse messo sul mercato, negli Stati Uniti avrebbe un giro di affari di 2 miliardi di dollari, ovvero lo stesso di quello complessivo delle pillole per uomini come il Viagra, il Levitra e il Cialis.

Lo scorso mese la Boehringer ha cercato di preparare il mercato per il suo prodotto con una campagna promozionale centrata sulla bassa libido delle donne, inclusi un sito web, Twitter, un documentario del Discovery Channel e un giro pubblicitario di Lisa Rinna, una star televisiva ed ex-modella di Playboy che si descrive sofferente della condizione che Boheringer descrive come  ”disfunzione sessuale femminile”.

Nessuno mette in dubbio che alcune donne hanno un livello depresso di desiderio sessuale che causa loro angoscia. Boheringer cita una condizione – disturbo di desiderio sessuale inattivo – che è incluso nel Diagnostic ad Statistical Manual of Mental Disorder, un libro di referenza per psichiatri e assicurazioni.

Ma molti esperti dicono che, contrariamente alle disfunzioni sessuali degli uomini – che hanno una componente fisica evidente – i problemi sessuali delle donne sono molto più difficili da diagnosticare. E tra dottori e ricercatori è in corso un serio dibattito riguardo alla possibilità che i problemi sessuali femminili possano di fatto essere trattati con farmaci.

Alcuni dottori consigliano la psicoterapia o la consulenza matrimoniale, mentre altri hanno prescritto farmaci ormonali approvati per altri impieghi. E’ in corso anche un dibattito su quanto diffuso sia tra le donne il disturbo di inattività sessuale. I trattati medici, inclusi articoli nel prestigioso New England Journal of Medicine, indicano una percentuale del 10 per cento, ma occorre tener conto che questi studi sono stati finanziati da compagnie farmaceutiche.

I critici di Boheringer affermano che la sua campagna esagera la prevalenza del disturbo e potrebbe creare ansia nelle donne, inducendole a ritenere che hanno bisogno di trattamenti medici.

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