"The Hurt Locker" vince sei premi Oscar, "Avatar" solo tre

"The Hurt Locker" vince sei premi Oscar, "Avatar" solo tre

‘The Hurt Locker’ ha vinto l’Oscar come miglior film e Kathryn Bigelow, che ha diretto il film, lo ha vinto come miglior regista. I premi sono stati consegnati nel corso di una lunga cerimonia svoltasi al Kodak Theatre di Los Angeles, condotta da Steve Martin e Alec Baldwin.

Alla fine ‘The Hurt Locker’ ha ottenuto sei statuette, mentre l’altro grande favorito ‘Avatar’ (avevano entrambi nove nomination) ne ha avuto solo tre.

Un po’ di tricolore ha sventolato la scorsa notte su Hollywood: una statuetta, secondo i critici inaspettata, è andata a Mauro Fiore, per la fotografia di ‘Avatar’, andata a Mauro Fiore, un’altra è andata a Michael Giacchino per la musica di ‘Up’, anche se Giacchino di italiano ha solo il nome, rientrando nella categoria degli Ialian American e quindi american a tutti gli effetti.

Dalla serata esce sconfitto Quentin Tarantino, che porta a casa solo una statuetta abbastanza scontata, quella al miglior attore non protagonista andata a Christoph Waltz.

Alla fine ha prevalso infatti il film portatore di più polemiche e che racconta la vita tutta adrenalinica dei militari Usa che disinnescano bombe nella guerra in Iraq. Poco importa che il film della Bigelow, prima donna a vincere miglior regia e miglior film, e tra l’altro ex-moglie di James Cameron regista di ‘Avatar’ , sia stato definito “una collezione di scene totalmente implausibili” da parte di alcuni veterani della guerra in Iraq.

Anzi, sembra quasi che la controversia lo abbia aiutato. L’elenco delle grane attorno a The Hurt Locker è lungo. Una azione legale contro il film é stata avviata in un tribunale del New Jersey da un sergente dell’esercito americano che accusa gli sceneggiatori di avere usato la storia della sua vita per il film. L’Academy ha bandito dalla cerimonia degli Oscar uno dei produttori della pellicola, Nicolas Chartier, responsabile di avere invitato in una serie di messaggi email i membri della Academy a votare per ‘The Hurt Locker’ e non per “un film da 500 milioni di dollari”, una allusione evidente alla pellicola rivale ‘Avatar’.

Scontata invece la vittoria di Jeff Bridges come miglior attore per il suo ruolo di cantante country in ‘Crazy Heart’ mentre più bizzarra appare quella di Sandra Bullock (The blind side) in piena serie positiva che, dopo un Razzie ricevuto con ironia solo ieri, oggi si porta a casa l’Oscar per ‘The Blind Side’ (ancora senza un distributore italiano).

Da segnalare, infine, che a una sola lunghezza da un film considerato evento come ‘Avatar’, ci sono ben due film come lo straordinario cartoon ‘Up‘ e la storia triste low cost di ‘Precious‘ (anche lui ancora senza distributore italiano).

Il premio per il miglior film straniero è andato all film argentino ‘El Secreto de Sus Ojos’ di Juan José Campanella.

Seguono poi gli altri premi.

Bob Murawski e Chris Innis hanno vinto il premio per il miglior montaggio del film ‘The Hurt Locker’.

Avatar ha conquistato il premio per i migliori effetti speciali. A ricevere la statuetta sono stati Joe Letteri, Stephen Rosenbaum, Richard Baneham e Andrew R. Jones.

‘The Cove’ di Louie Psihoyos e Fisher Stevens ha vinto il premio per il miglior documentario.

Per l’elenco completo dei premi cliccare qui.

Prime reazioni a caldo: “Viva l’Italia” ha detto commosso Mauro Fiore. Nato in Calabria, Fiore si è trasferito negli Stati Uniti a sette anni, vivendo a Chicago. I genitori sono tornati in Italia, mentre lui decise di restare negli States, dove ha cominciato la sua scalata ad Hollywood nella scuola di Janush Kaminsky. Ha attualmente al suo attivo una ventina di film, tra cui Training Day. Si sente ancora italiano, anche se pare americano anche lui a tutti gli effetti, ma con il sentimento dell’emigrante che rimpiange ma non tornerebbe indietro, vive là e pensa qua, ma non ci vive, per sua fortuna.

Michael Giacchino, nel suo discorso, ha invitato tutti i giovani a non demordere nell’inseguire il sogno del cinema: “Quando ero piccolo  i miei genitori mi hanno sempre sostenuto. Tutti intorno a me mi sostenevano dicendo che quello che sognavo non era una perdita di tempo. Molti ragazzi non hanno lo stesso sostegno che ho avuto io. A loro dico: credeteci”.

Giacchino è nato nel New Jersey, ma nel 2009 ha ottenuto la cittadinanza italiana, anche se si guarda bene anche lui dal tornare al paesello. I nonni sono originari dell’Abruzzo e della Sicilia. Nel 2008 ha ottenuto una nomination all’Oscar per la colonna sonora di ‘Ratatouille’. In lizza per il premio quest’anno c’era anche un altro italiano, Marco Beltrami per la colonna sonora di ‘The Hurt Locker’.

‘The Hurt Locker’, vincitore di ben sei Oscar, mette in scena i membri di una squadra EOD (Explosive Ordinance Disposal). Ovvero artificieri dell’esercito americano di stanza in Iraq. Un vero e proprio gruppo di esaltati, spesso volontari, che smantellano ogni giorno decine di bombe e lavorano in uno stress costante. Un filo da non tagliare o un movimento sbagliato e si è morti. E questo in un territorio dove ognuno potrebbe essere un nemico, ogni oggetto una bomba e qualsiasi finestra potrebbe nascondere un cecchino.

Capo della squadra è il sergente maggiore William James (Jeremy Renner) e tra i suoi membri troviamo il sergente Matt Thompson (Guy Pearce), il sergente Sanborn (Anthony Mackie), lo specialista Owen Eldridge (Brian Geraghty) mentre Ralph Fiennes interpreta il ruolo di un mercenario. La sceneggiatura del film è della stessa Bigelow insieme al reporter di guerra Mark Boal che, tra l’altro, è stato ispiratore e consulente di un altro film sulla guerra in Iraq, ‘Nella valle di Elah’ di Paul Haggis.

Il titolo? Spiegò allora la regista: “letteralmente significa ‘il luogo del dolore definitivo’, ma il vero senso di questo lavoro è che la guerra è come una droga. E questo in un esercito molto diverso da quello del Vietnam perché composto da soli volontari che vengono assoldati per questo particolare lavoro dopo specifici test”.

Comunque un film sulla guerra, ma non certo un film per la guerra: “Volevo solo mettere in evidenza la futilità di questa guerra in Iraq come certamente di tutte le guerre”. Comunque anche un lavoro che al contrario di altri film come ‘La valle di Elah’ e ‘Redacted’ serve a fare chiarezza “sulle vicende in Iraq dove c’é davvero poca informazione e la gente ha voglia più che mai di sapere la verità. C’é insomma una grande curiosità per una guerra che ormai considera sbagliata anche lo stesso Bush”. Una curiosità: gli artificieri impegnati in zone di guerra come quelli che si vedono in ‘The Hurt Locker’ vestono una superprotezione che ricorda una sorta di leggero scafandro. In caso di esplosione però non hanno alcuna possibilità di cavarsela. Così mettono la loro piastrina di riconoscimento negli scarponi: unico parte del vestiario che in qualche modo si salva.

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