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Procreazione. Via libera della Corte tedesca a diagnosi preimpianto

La Corte di giustizia tedesca ha dato il via libera alla diagnosi preimpianto degli embrioni utilizzati nell’inseminazione artificiale per individuare la presenza di eventuali malattie genetiche che verrebbero poi trasmesse al nascituro.

Il verdetto della Corte di Lipsia è legato a un caso di Berlino, dove un ginecologo aveva ammesso di avere effettuato un test di questo genere su alcuni embrioni per conto di tre coppie, una pratica sulla quale fino a oggi mancava in Germania un chiaro parere giuridico. Il medico aveva scoperto malattie ereditarie in alcuni embrioni e aveva impiantato nelle donne, attraverso l’inseminazione artificiale, solo gli embrioni sani.

Questa pratica prevede infatti la creazione in laboratorio di numerosi embrioni ricavati dagli ovuli e dallo sperma delle coppie, che poi vengono esaminati per individuare eventuali difetti genetici. Solo un embrione, quindi, viene scelto, mentre gli altri vengono distrutti.

Tuttavia, la legge vieta la distruzione degli embrioni poiché indica che tutti quelli creati artificialmente devono essere utilizzati per la gravidanza. Il medico era stato prosciolto da un Tribunale di Berlino nel maggio del 2009, ma la Procura della capitale aveva fatto ricorso e il caso era arrivato alla Corte di giustizia di Lipsia.

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