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Livorno, prestava soldi con tassi altissimi. Donna di 80 anni a processo per usura

Il prossimo ottobre compirà ben 80 anni ma, nonostante l’età, è sotto processo per usura. Oriana Senesi è una ex proprietaria di un bar di Livorno che, per arrotondare i guadagni, prestava denaro con un tasso di interesse altissimo. Tanto che due persone, spinte dall’urgente bisogno di soldi, hanno fatto ricorso ai suoi prestiti ma poi l’hanno denunciata.

«Quando si ha bisogno davvero, ci si attacca anche ai rasoi», ha detto al Tirreno Carlo Castellani, 66 anni, uno dei due uomini che ha denunciato la Senesi senza tuttavia costituirsi parte civile nel processo. E pensare che la vittima non era uno sconosciuto per la sua aguzzina. «La conoscevo da anni – ha raccontato Castellani – e le ho fatto un sacco di lavori in casa. Quando sono andato da lei a chiederle questo favore, pensavo che non mi avrebbe chiesto interessi. E invece sì: la prima volta le chiesi un milione e mezzo e lei volle che gliene restituissi due dopo appena un mese. Ma a me quei soldi servivano: avevo fatto debiti di gioco e dovevo pagare spese mediche per alcuni miei familiari. Se l’ho denunciata è perché lei mi ha pignorato due volte il “quinto” della pensione, dopo avermi fatto firmare scritture private che non rispondevano al vero».

E’ stata l’altra vittima, , a costituirsi parte civile contro l’usuraia. L’imputata, ora in pensione, all’epoca dei fatti aveva un bar a Salviano. «Sapevo che aveva un bel po’ di soldi, ecco perché mi sono rivolto a lei», ha detto. Viacava, 39 anni, ha conosciuto la Senesi attraverso Castellani, che fece anche da intermediario in occasione dei primi prestiti.

Il primo prestito ammontava a 900 mila  delle vecchie lire. «Per darmi quei soldi – ha detto l’uomo che si è costituito parte civile – lei volle un assegno a garanzia di un milione e 300mila lire con scadenza il mese successivo».  La decisione di andare a denunciare Oriana Senesi, ha raccontato Vacava, è stata presa quando lei «continuava a chiedere soldi malgrado avessi saldato tutto». «Minacciava di venire sotto casa mia a fare confusione – ha detto durante la sua deposizione – se io non le avessi pagato altre cambiali che lei aveva. Ho pagato anche quelle, ma intanto ero andato a denunciarla».

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