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Il moscerino della frutta cambia nome, comunità scientifica in rivolta

Dopo i topolini, è uno degli animali più usati e noti per gli studi e la ricerca scientifica: è il moscerino della frutta o, in termini scientifici, Drosophila melanogaster, presente in ogni libro di testo e in oltre 50mila articoli di studiosi. Un nome che gli è stato assegnato nel 16/o secolo da Linneo nella sua classificazione, e che ora gli sta per essere cambiato in Sophophora melanogaster. Passaggio che sta suscitando parecchie critiche da molti membri della comunità scientifica.

Il primo nome, nella classificazione linneiana, è quello del genere, condiviso con altre specie collegate, mentre il secondo é il nome proprio della specie. I cambiamenti di questi nomi, da un genere all’altro, avvengono sulla base di nuove scoperte. La decisione di cambiare nome al Drosophila melanogaster è nata perché il genere della Drosophila è attualmente definito in un caotico miscuglio di specie collegate tra loro per gradi molto differenti. Sebbene di questo problema se ne parli da anni, le implicazioni e complicazioni di un cambio di nome avevano bloccato tutto, fino ad ora almeno, quando si è deciso di procedere con il nuovo nome.

Un’iniziativa che ha suscitato le proteste di vari scienziati, come Kim van der Linde, ecologo, che ha scritto insieme ad altri una petizione per conservare il nome alla Commissione internazionale per la nomenclatura zoologica, che dopo tre anni di deliberazione a marzo ha rigettato la richiesta. “Una cattiva decisione – commenta lo scienziato – che comporterà dei problemi. Molti ricercatori hanno un legame emotivo con il vecchio nome e rifiuteranno di usare il nuovo, come già accaduto in altri casi simili”.

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